Elize Matsunaga, la storia vera dietro il film Netflix sul delitto di San Paolo
Elize Matsunaga uccise il marito Marcos a San Paolo nel 2012 e ne smembrò il corpo, finendo condannata per omicidio e occultamento. Il nuovo film Netflix ricostruisce in chiave psicologica il matrimonio e il delitto reale.
Elize Matsunaga uccise il marito Marcos Kitano Matsunaga il 19 maggio 2012 nell’appartamento in cui vivevano a San Paolo, poi ne smembrò il corpo e abbandonò i resti fuori città. Il delitto, seguito dalla confessione e dalla condanna della donna, sconvolse il Brasile e oggi ispira il film Netflix Elize: Le ombre di una donna.
Il lungometraggio, disponibile dal 22 luglio 2026, è diretto da Felipe Vellas e interpretato da Lorena Comparato. La sceneggiatura di Raphael Montes e Mariana Torres riprende la vicenda giudiziaria attraverso la finzione, concentrandosi soprattutto sul deterioramento del matrimonio e sulle tensioni che precedettero l’omicidio.
Elize era originaria di Chopinzinho, nello Stato meridionale del Paraná. Dopo il trasferimento a San Paolo lavorò come infermiera e come accompagnatrice. Nel 2004 conobbe Marcos Matsunaga, imprenditore di origine nippo-brasiliana e dirigente della Yoki, nota azienda alimentare controllata dalla sua famiglia.
Marcos era ancora sposato quando iniziò la relazione con Elize. Dopo il divorzio, i due si unirono in matrimonio e diventarono genitori di una bambina. La nuova vita garantì alla donna benessere economico e accesso a un ambiente molto distante da quello in cui era cresciuta, ma il rapporto fu presto segnato da gelosia, squilibri di potere e sospetti di infedeltà.
Nel maggio 2012 Elize incaricò un investigatore privato di seguire il marito. La verifica confermò l’esistenza di una relazione extraconiugale. La sera del 19 maggio, dopo il rientro della coppia nell’abitazione, scoppiò una discussione. Elize sparò a Marcos alla testa con una pistola calibro 380.
Nelle ore successive sezionò il cadavere, sistemò i resti in alcune borse e lasciò l’edificio senza attirare l’attenzione. Le telecamere di sicurezza del condominio registrarono i suoi movimenti e fornirono agli investigatori elementi decisivi per ricostruire quanto accaduto.
I resti dell’imprenditore furono ritrovati pochi giorni dopo lungo una strada nella zona di Cotia, nell’area metropolitana di San Paolo. Alcune parti del corpo non vennero recuperate. Elize fu arrestata il 4 giugno 2012 e ammise di aver commesso il delitto, sostenendo di avere agito da sola.
Il caso ebbe un’enorme risonanza per la violenza dell’omicidio e per il profilo dei protagonisti. Marcos apparteneva a una ricca famiglia industriale, mentre il passato di Elize alimentò una narrazione mediatica incentrata sulla distanza sociale tra i coniugi. Le modalità dell’occultamento resero la vicenda uno dei casi di cronaca nera più noti del Brasile.
Il processo si concluse il 5 dicembre 2016, dopo sette giorni di udienze. Elize Matsunaga fu riconosciuta colpevole di omicidio aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. La pena iniziale fu fissata in 19 anni, 11 mesi e un giorno di reclusione, poi ridotta a circa 16 anni.
Nel corso del procedimento la difesa descrisse una relazione segnata da tradimenti, pressioni e umiliazioni, contestando l’ipotesi della premeditazione. L’accusa richiamò invece la dinamica del delitto e le azioni compiute dopo lo sparo. La giuria escluse alcune aggravanti, ma confermò la responsabilità penale della donna.
Dopo circa dieci anni trascorsi in carcere, anche nel penitenziario femminile di Tremembé, Elize ottenne nel 2022 il passaggio al regime aperto. Da allora vive nello Stato di San Paolo sottoposta alle condizioni previste dall’esecuzione della pena.
La figlia della coppia, che aveva circa un anno al momento dell’omicidio, fu affidata ai familiari paterni. Elize non ha ripreso i contatti con lei: la situazione è regolata da provvedimenti giudiziari e la vita della ragazza resta protetta per tutelarne la riservatezza.
Elize: Le ombre di una donna non segue passo dopo passo le indagini e il processo. Il film parte da fatti noti e immagina dialoghi e momenti privati per raccontare la crisi della coppia, la dipendenza economica, la gelosia e le differenze sociali che attraversavano il matrimonio.
Felipe Vellas mostra fin dall’inizio l’esito della vicenda, eliminando il mistero sull’identità dell’assassina. Il racconto si concentra quindi sugli anni precedenti al delitto e sul modo in cui una relazione apparentemente privilegiata si trasformò in un rapporto distruttivo.
La produzione si distingue dalla docuserie del 2021 Elize Matsunaga: c’era una volta un crimine, composta da quattro episodi. Quel lavoro utilizza testimonianze, immagini d’archivio, documenti processuali e la prima intervista concessa da Elize dopo l’arresto per ricostruire il caso con un taglio documentaristico.
Il nuovo film sceglie invece una prospettiva narrativa e psicologica. I personaggi e il delitto derivano dalla storia reale, mentre conversazioni, silenzi e scene domestiche appartengono alla rielaborazione cinematografica. Per distinguere i fatti accertati dalle parti immaginate, la docuserie resta il racconto più vicino alle indagini e agli atti giudiziari.
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