Mattarella sulla Val di Susa, condanna le violenze e difende il primato della legge
Sergio Mattarella condanna le violenze in Val di Susa e richiama al rispetto delle leggi, avvertendo che piegare le norme ai singoli casi indebolirebbe lo Stato. Al Quirinale invita a fermare toni elettorali e gestione emergenziale dei migranti.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato le violenze avvenute in Val di Susa e ha ribadito che le leggi non possono essere modificate per adattarle a singoli episodi di cronaca, perché una simile scelta indebolirebbe lo Stato e le garanzie della convivenza democratica.
Il capo dello Stato è intervenuto il 30 luglio 2026 al Quirinale durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare. Nel suo discorso ha affrontato alcuni dei temi più discussi delle ultime settimane, dalla sicurezza all’immigrazione, fino ai toni della politica e alla partenza dei giovani italiani verso l’estero.
Pur senza citare direttamente Mario Roggero, il gioielliere condannato per il duplice omicidio di due rapinatori, Mattarella ha richiamato un principio generale. In una società ordinata, ha spiegato, sono i comportamenti delle persone a dover rispettare le regole comuni e non le norme a dover cambiare in base alle vicende individuali.
Secondo il presidente, capovolgere questo rapporto non aumenterebbe la sicurezza dei cittadini. Al contrario, significherebbe rinunciare al ruolo dello Stato e mettere in discussione uno dei fondamenti della democrazia, cioè l’applicazione delle stesse regole a tutti.
Un passaggio particolarmente netto ha riguardato gli scontri in Val di Susa. Mattarella ha definito inammissibili i fatti avvenuti durante le proteste contro la Tav e ha respinto l’idea che una posizione minoritaria possa giustificare il ricorso alla violenza contro persone, strutture o forze dell’ordine.
Il presidente ha aggiunto che non sono ammesse esitazioni nella condanna di simili condotte. La violenza, ha osservato, colpisce la democrazia e la vita sociale, mentre chi la pratica, la sostiene o cerca di giustificarla aggredisce i principi della Costituzione.
Mattarella ha poi invitato i partiti a ridurre l’aggressività verbale e a evitare l’uso politico dei fatti di cronaca. Ha giudicato premature le tensioni da campagna elettorale, perché rischiano di allontanare l’attenzione dai problemi quotidiani dei cittadini e di deformare il confronto sui temi reali.
Sul fronte dell’immigrazione, il capo dello Stato ha ripreso il richiamo di papa Leone XIV ad abbandonare la gestione basata sull’emergenza. Il fenomeno migratorio, ha affermato, richiede una strategia stabile e sostenibile, capace di governare gli arrivi invece di subirne in modo disordinato le conseguenze.
Il presidente ha infine chiesto di dedicare maggiore attenzione anche agli italiani che lasciano il Paese. Molti giovani, ha ricordato, si trasferiscono all’estero non per libera scelta, ma perché non trovano in Italia opportunità professionali e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro.
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