Riconoscimento facciale a Londra, 173 arresti e nuove telecamere fisse nel West End
La Metropolitan Police amplia il riconoscimento facciale a Londra dopo il test di Croydon, che ha portato a 173 arresti e a un calo dei reati del 10,5%. Telecamere fisse arriveranno nel West End e a Soho, tra dubbi su privacy e regole.
La Metropolitan Police estenderà l’uso del riconoscimento facciale in tempo reale nelle strade di Londra dopo una sperimentazione durata sei mesi a Croydon. Il sistema ha contribuito a 173 arresti, mentre nell’area interessata la polizia ha registrato una riduzione complessiva dei reati del 10,5%.
Durante il test, le telecamere hanno scansionato circa 470.000 volti e segnalato più di 2.000 persone presenti negli elenchi delle autorità. Secondo i dati diffusi da Scotland Yard, si è verificato un solo errore di identificazione. Tra le persone arrestate figura anche una donna ricercata da oltre vent’anni per diversi reati.
La prossima fase prevede l’installazione di telecamere fisse in alcune delle zone più frequentate della capitale britannica. I primi impianti dovrebbero entrare in funzione entro Natale nel West End e a Soho, prima di un’ulteriore estensione ad altre sei aree londinesi nel corso del 2027.
Il sistema confronta in pochi istanti i volti ripresi con una lista predisposta dalla polizia, nella quale possono comparire persone ricercate, soggetti sottoposti a restrizioni giudiziarie o individui ritenuti pericolosi. Ogni corrispondenza viene controllata dagli agenti prima di un eventuale intervento.
Il commissario della Metropolitan Police, Mark Rowley, considera la tecnologia uno strumento ormai necessario per individuare più rapidamente i sospettati e impiegare meglio risorse operative limitate. La polizia sostiene inoltre che il riconoscimento facciale abbia contribuito a ridurre gli episodi di violenza contro donne e ragazze nell’area di Croydon.
Le organizzazioni per la tutela dei diritti civili contestano invece la possibilità che migliaia di persone vengano sottoposte a controlli biometrici senza essere sospettate di alcun reato. Big Brother Watch teme errori di persona, violazioni della privacy e possibili discriminazioni prodotte dagli algoritmi.
Jack Coulson, responsabile dell’associazione, ha chiesto alla Metropolitan Police di sospendere l’espansione delle telecamere fisse fino all’approvazione di una normativa specifica. Il governo britannico sta lavorando a un quadro legislativo dedicato all’uso delle tecnologie biometriche da parte delle forze dell’ordine.
Il riconoscimento facciale si sta diffondendo anche nel commercio. Sainsbury’s utilizza la piattaforma Facewatch in oltre 55 supermercati e prevede di portare il sistema in più di 200 punti vendita entro la fine del 2026, con l’obiettivo di contrastare furti e aggressioni ai dipendenti.
Nel Regno Unito le aziende private non devono ottenere una licenza statale specifica per adottare questi strumenti, ma devono rispettare il Data Protection Act e dimostrare che il trattamento dei dati biometrici risponde a esigenze legittime e proporzionate di prevenzione dei reati. L’espansione dei sistemi nei negozi alimenta così il confronto tra sicurezza dei lavoratori, tutela dei beni e diritto dei clienti a non essere sottoposti a una sorveglianza indiscriminata.
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