Scooter elettrici venduti come e-bike, sequestrati migliaia di mezzi in tutta Italia
La Guardia di Finanza ha sequestrato in tutta Italia migliaia di scooter elettrici venduti come e-bike, ritenuti non conformi e non sicuri. L’inchiesta riguarda almeno 6.885 mezzi importati dalla Cina per circa 5 milioni di euro.
La Guardia di Finanza ha avviato in tutta Italia il sequestro di migliaia di scooter elettrici commercializzati come biciclette a pedalata assistita. Secondo gli investigatori, i mezzi non rispettavano i requisiti previsti per le e-bike e non offrivano adeguate garanzie di sicurezza per gli utilizzatori e gli altri utenti della strada.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura, ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo. L’operazione ha coinvolto anche reparti della Calabria, della Campania, della Puglia, della Lombardia, della Sardegna e della Toscana.
I controlli hanno interessato magazzini di grossisti e punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Nel procedimento risultano indagati un imprenditore palermitano e una società, chiamata a rispondere secondo la disciplina sulla responsabilità degli enti. Le ipotesi di reato sono frode in commercio e falso in atto pubblico.
Al centro dell’inchiesta ci sono almeno 6.885 veicoli importati dalla Cina a partire dal 2023, con un valore commerciale complessivo stimato in circa 5 milioni di euro. La documentazione presentata agli uffici doganali avrebbe attestato requisiti di conformità che, secondo gli accertamenti, non sarebbero stati rispettati.
Le verifiche condotte dal primo Nucleo operativo metropolitano del Gruppo di Palermo, con il supporto dei finanzieri di Gioia Tauro, avrebbero individuato carenze nei fascicoli tecnici utilizzati per ottenere lo sdoganamento. Tra gli elementi mancanti figurerebbero disegni completi dei mezzi, schemi dei circuiti, valutazioni dei rischi, risultati delle prove e indicazioni sulle possibili modifiche dei veicoli.
Una bicicletta elettrica a pedalata assistita può avere un motore ausiliario con potenza nominale continua massima di 250 watt. L’assistenza deve ridursi e interrompersi quando il ciclista smette di pedalare e, in ogni caso, prima del raggiungimento dei 25 chilometri orari.
I mezzi sequestrati, pur presentati come e-bike, avrebbero invece caratteristiche riconducibili agli scooter elettrici. Alcuni modelli possono inoltre essere modificati per aumentare velocità e prestazioni, continuando a circolare senza targa, immatricolazione, omologazione e copertura assicurativa.
Queste caratteristiche consentirebbero ai veicoli di essere utilizzati sulle strade senza rispettare gli obblighi previsti per i ciclomotori. Gli investigatori segnalano conseguenze concrete anche in caso di incidente, soprattutto quando il mezzo non è assicurato e non può essere identificato attraverso una targa.
Sono in corso ulteriori accertamenti sulle modalità di vendita adottate da commercianti e rivenditori attraverso siti internet e social network. Le verifiche riguardano possibili pratiche commerciali scorrette o ingannevoli, che saranno esaminate dalle autorità competenti con il supporto dei reparti specializzati della Guardia di Finanza.
Il sequestro è ancora in fase di esecuzione. I veicoli interessati dal provvedimento non possono circolare sulle strade italiane perché ritenuti non conformi alle norme europee e nazionali sulla sicurezza dei prodotti e alle disposizioni del Codice della strada.
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