Sovraindebitamento, bollette e affitti pesano nell'88,7% dei casi esaminati
Un’analisi di Legge3.it sui debitori privati rileva che nell’88,7% dei fascicoli il sovraindebitamento è legato ad arretrati su bollette o affitto. Il debito medio complessivo supera 243 mila euro, tra fisco, banche e finanziarie.
Bollette domestiche e canoni di locazione non pagati compaiono nell’88,7% dei fascicoli analizzati dal Centro Studi Legge3.it, che ha esaminato le posizioni di debitori privati alle prese con una situazione di sovraindebitamento. Il dato indica che, nella maggior parte dei casi osservati, prestiti e altri strumenti di credito vengono utilizzati per coprire spese essenziali rimaste arretrate.
L’indagine riguarda esclusivamente il segmento dei consumatori e non comprende debiti contratti nell’esercizio di attività d’impresa. Nel campione esaminato, l’esposizione media complessiva raggiunge 243.381,36 euro, includendo somme dovute al fisco, alle banche e alle società finanziarie.
Il credito al consumo rappresenta circa il 20% del debito totale. In questa categoria rientrano prestiti personali, cessioni del quinto, carte revolving e finanziamenti del tipo “compra ora, paga dopo”. La quota principale è costituita dai prestiti personali, che incidono per l’84,9% sull’ammontare riconducibile al credito al consumo, con un importo medio di 30.686,89 euro.
La cessione del quinto o la delega di pagamento compare nel 38,7% dei fascicoli e rappresenta il 14,5% del credito al consumo, con un valore medio di 5.222,83 euro. Le carte revolving sono invece presenti nell’11,7% dei casi, ma incidono solo per lo 0,5% sulla relativa massa debitoria.
L’importo medio delle carte revolving, calcolato sull’intero campione e quindi anche sui fascicoli in cui non sono presenti, è pari a 187,19 euro. Considerando soltanto i debitori che utilizzano effettivamente questo strumento, la cifra sale a circa 2.480 euro. I finanziamenti istantanei e le formule Buy Now Pay Later rappresentano lo 0,1% del credito al consumo, con una media di 45,07 euro sull’intero campione.
Dall’analisi emerge che il ricorso al credito non è legato soprattutto a vacanze, acquisti di lusso o altre spese voluttuarie. Nei fascicoli esaminati, le famiglie hanno spesso già interrotto il pagamento di utenze o affitti prima di rivolgersi a piccoli prestiti, rateizzazioni e carte di credito, nel tentativo di sostenere le necessità quotidiane.
La frequenza di cessioni del quinto, carte revolving e arretrati sulle utenze cambia da una regione all’altra. Il quadro generale rilevato dal Centro Studi resta però uniforme: tra i debitori privati analizzati, le difficoltà nel sostenere le spese essenziali hanno un peso nettamente maggiore rispetto agli acquisti non indispensabili.
Notizie correlate
Influenza: aumento dei casi tra i bambini, i consigli dei pediatri
Aumento dei casi di influenza in Italia: 418.000 nuovi casi nella settimana 11-17 novembre