Sole e melanoma, i dermatologi contestano il video Debora Rasio e difendono le creme solari
Il video di Debora Rasio su sole, melanoma e creme solari provoca la dura replica della Sidemast. I dermatologi ribadiscono che i raggi UV sono cancerogeni e che fotoprotezione e filtri solari aiutano a ridurre il rischio di tumori cutanei.
Un video pubblicato su Instagram da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia, ha acceso lo scontro con la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Nel filmato la dottoressa sostiene che una maggiore esposizione al sole proteggerebbe dal melanoma e che le creme solari aumenterebbero il rischio di tumori della pelle.
Rasio attribuisce inoltre alla vitamina D prodotta con l’esposizione solare un ruolo centrale nella prevenzione del melanoma. A sostegno delle sue affermazioni cita studi sull’esposizione professionale al sole, sulle abitudini individuali e sui dati della UK Biobank, invitando a evitare soprattutto le scottature e a privilegiare cappelli, magliette e ombrelloni.
La Sidemast ha respinto con fermezza queste conclusioni. Secondo la società scientifica, negare il legame tra radiazioni ultraviolette e tumori cutanei significa diffondere informazioni pericolose, soprattutto quando il messaggio arriva da un medico. I raggi UV sono classificati come cancerogeni e possono danneggiare il DNA delle cellule della pelle.
I dermatologi precisano che prendere il sole non è sempre dannoso e che un’esposizione moderata contribuisce alla sintesi della vitamina D. Il rischio aumenta però quando l’esposizione è intensa, prolungata e non protetta, in particolare nelle ore centrali della giornata e in presenza di scottature ripetute, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza.
La società contesta anche l’interpretazione dello studio pubblicato nel 2023 sulla coorte UK Biobank. A giudizio degli specialisti, il lavoro non dimostra che le creme solari provochino il cancro, ma conferma il ruolo dell’esposizione ai raggi UV e la necessità di adottare misure preventive, compreso l’uso corretto dei filtri solari.
Non risultano prove scientifiche che attribuiscano alle creme solari autorizzate un effetto cancerogeno. Questi prodotti sono regolamentati e sottoposti a controlli di sicurezza. Usati nelle quantità adeguate e riapplicati con regolarità, rappresentano una parte della fotoprotezione insieme all’ombra, agli indumenti coprenti e alla riduzione dell’esposizione nelle ore più calde.
La Sidemast invita quindi a non isolare singoli dati dal resto delle ricerche e a seguire indicazioni fondate su valutazioni complessive. Il messaggio rivolto a chi trascorre le vacanze al sole è di evitare gli eccessi, proteggere la pelle e prevenire le ustioni solari senza rinunciare a una permanenza all’aperto prudente e consapevole.
Notizie correlate
Debora Piazza sospesa dalla Lega, il commento contro Elly Schlein scatena le polemiche Elly Schlein finisce nel mirino di un commento social della consigliera leghista Debora Piazza, che richiama l’investimento di Modena.
Ashley McCray e il melanoma oculare, sopravvive oltre le previsioni e aiuta altri malati Ashley McCray ha scoperto un melanoma oculare dopo alcune macchie scure nell’occhio destro.