Ariana Grande fa causa agli hacker, rubati brani inediti e contenuti privati

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Ariana Grande ha citato in giudizio in California due hacker anonimi accusati di aver sottratto e diffuso brani inediti, foto e registrazioni private. La cantante chiede di fermare la distribuzione e identificare i responsabili.

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Ariana Grande ha avviato un’azione legale in California contro due persone non ancora identificate, accusate di aver violato gli account digitali di fotografi, produttori e altri collaboratori della cantante. Il procedimento punta a scoprire l’identità dei presunti responsabili e a bloccare la diffusione del materiale sottratto.

La denuncia, depositata lunedì 27 luglio 2026, descrive una serie di accessi abusivi compiuti attraverso attacchi informatici ai danni delle persone che lavorano con l’artista. Dai loro profili e dispositivi sarebbero stati prelevati brani musicali non pubblicati, fotografie, registrazioni audio, video girati durante le sessioni di lavoro e altri contenuti legati alla produzione creativa.

Secondo quanto sostenuto dai legali, i file non erano destinati alla pubblicazione e sarebbero stati diffusi senza autorizzazione. Una parte del materiale e dei dati personali sarebbe stata anche offerta o venduta nel dark web in cambio di somme consistenti.

La cantante afferma di essere stata colpita più volte da episodi simili nel corso della carriera. Nella causa si sostiene che soltanto nel 2023 siano stati rubati e pubblicati 45 suoi brani inediti, mentre dal debutto musicale del 2011 si sarebbero verificati centinaia di casi di diffusione non autorizzata.

L’iniziativa giudiziaria coinvolge anche eventuali soggetti che avrebbero contribuito a distribuire, promuovere, acquistare o rivendere i contenuti ottenuti illegalmente. Grande chiede al tribunale di impedire nuove pubblicazioni e di riconoscere i danni professionali e personali provocati dalle violazioni.

Al centro della causa c’è il diritto dell’artista di decidere tempi e modalità di uscita delle proprie opere. La sottrazione di registrazioni ancora in lavorazione, immagini riservate e materiale mai approvato per il pubblico avrebbe compromesso sia la privacy della cantante sia il controllo sulla sua produzione musicale.

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