aMule 3.0.0 torna dopo cinque anni, il client eD2k accelera su Linux, macOS e Windows
aMule 3.0.0 torna dopo oltre cinque anni e rilancia il client eD2k con forti aumenti di velocità, nuovi pacchetti per Linux, macOS e Windows e una gestione più efficiente delle librerie con oltre 100.000 file condivisi online.
aMule è tornato con la versione 3.0.0, pubblicata l’8 giugno 2026 dopo più di cinque anni dall’ultimo aggiornamento principale. La nuova release rilancia lo storico client multipiattaforma per le reti eD2k e Kad con prestazioni superiori, strumenti di compilazione moderni e pacchetti aggiornati per i principali sistemi operativi.
Il progetto ha dovuto affrontare anche un problema organizzativo. Gonosztopi, sviluppatore e manutentore attivo per molti anni, non era più raggiungibile e risultava l’unico proprietario del precedente repository GitHub. Gli altri collaboratori, privi dei permessi necessari, hanno quindi trasferito lo sviluppo in una nuova organizzazione mantenendo il gruppo di lavoro.
La modifica più rilevante riguarda la velocità dei trasferimenti. Nei test effettuati dagli sviluppatori su rete locale, con un solo peer e un file da 30 GB trasferito per 90 secondi, Apple Silicon è passato da 0,35 a 135 MB/s. Linux su ARM ha raggiunto 117 MB/s partendo da 0,34 MB/s, mentre Windows ARM è salito da 0,36 a 39 MB/s.
Su Windows, il confronto con eMule 0.70b assegna ad aMule 3.0.0 un vantaggio anche nell’upload. Il nuovo client ha sostenuto 106 MB/s contro 22 MB/s, una velocità circa 4,8 volte superiore. Nel download, secondo le misurazioni pubblicate dal progetto, il margine è stato vicino a 1,9 volte.
Gli incrementi derivano dalla riorganizzazione delle operazioni più pesanti. Le letture e le scritture su disco, insieme alla preparazione dei pacchetti eD2k, sono state spostate fuori dal thread principale. Il team ha inoltre corretto una race condition nel codice ASIO e rivisto il sistema che regola la banda disponibile.
Il precedente meccanismo di throttling poteva rallentare le connessioni veloci anche quando l’utente impostava upload o download senza limiti. La versione 3.0.0 introduce un sistema basato su token bucket che, nelle prove su più piattaforme, mantiene la velocità entro il 2,5% del valore configurato.
Un altro intervento interessa gli utenti con cataloghi molto estesi. Le vecchie strutture dati rallentavano l’interfaccia quando i file condivisi superavano quota 100.000. La revisione della WebUI e di aMuleGUI riduce i tempi di aggiornamento da diversi minuti a frazioni di secondo, grazie anche a ricerche indicizzate e procedure di deduplicazione più efficienti.
Cambia anche il sistema di compilazione. CMake sostituisce autotools e richiede almeno CMake 3.10 e wxWidgets 3.2.0. La distribuzione comprende AppImage per x86_64 e aarch64, Flatpak, un file Universal2 per macOS e pacchetti Windows x64 e ARM64 disponibili sia in formato portabile sia con installer.
Tra le nuove funzioni figurano il controllo automatico delle cartelle condivise, la gestione delle directory di destinazione per categoria e una distinzione più precisa tra condivisione intenzionale e ricorsiva. Il supporto HTTPS è stato riscritto per funzionare con i moderni server TLS, mentre le ricerche Kad possono ora essere eseguite in parallelo.
La release aggiorna inoltre la localizzazione geografica degli indirizzi IP attraverso MaxMindDB e migliora la gestione dei file parziali. Il risultato è un client più adatto alle connessioni contemporanee e alle raccolte di grandi dimensioni, pur restando legato all’architettura eD2k nata nei primi anni Duemila.
aMule, nato nel 2003 come progetto derivato da xMule, era stato sviluppato per portare l’esperienza di eMule anche su Linux e macOS. La precedente versione principale, la 2.3.3, risaliva al 7 febbraio 2021 e aveva introdotto, tra le altre novità, il supporto a C++17 e una prima integrazione sperimentale di CMake.
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