Incendi in Calabria, l'Aidaa denuncia il presunto uso di gatti come inneschi vivi
L’Aidaa denuncia il presunto uso di gatti come inneschi per alcuni incendi in Calabria, con stracci infiammabili legati alla coda. L’associazione annuncia esposti alle procure e mille euro per informazioni decisive sui responsabili.
Gatti e altri animali sarebbero stati utilizzati come inneschi per provocare alcuni degli incendi che nelle ultime ore hanno colpito la Calabria. La denuncia arriva dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente, che riferisce una pratica crudele impiegata per far propagare rapidamente le fiamme nella vegetazione secca.
Secondo la ricostruzione fornita dall’Aidaa, alla coda degli animali verrebbero legati stracci imbevuti di liquido infiammabile. Dopo avere dato fuoco al tessuto, i responsabili lascerebbero correre gli animali nelle zone coperte da erba alta, creando più punti di combustione e rendendo più difficile il controllo dei roghi.
La segnalazione arriva mentre i Vigili del fuoco sono impegnati in tutta la regione per fronteggiare una vasta serie di incendi di vegetazione. In 36 ore sono stati effettuati oltre 200 interventi, con squadre operative distribuite nelle cinque province calabresi per proteggere persone, abitazioni e patrimonio boschivo.
L’associazione animalista ha annunciato la presentazione di esposti alle procure della Calabria per chiedere accertamenti sulle cause degli incendi e sull’eventuale impiego di animali come strumenti per appiccare il fuoco. Al momento, la dinamica descritta resta una denuncia dell’Aidaa e dovrà essere verificata dalle autorità competenti.
Per favorire l’identificazione dei responsabili, l’Aidaa ha inoltre promesso una ricompensa di mille euro a chi presenterà una denuncia secondo le procedure previste dalla legge e fornirà elementi determinanti per arrivare a una condanna definitiva.
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