PlayStation dice addio ai dischi dal 2028, i download dominano le vendite dei giochi
Sony fermerà dal gennaio 2028 la produzione dei dischi per i nuovi giochi PlayStation, che saranno venduti solo in digitale. La scelta segue un mercato in cui i download valgono l’85% delle copie complete acquistate su PS4 e PS5.
Dal gennaio 2028 Sony non produrrà più dischi fisici per i nuovi videogiochi destinati alle console Playstation. Le uscite successive a quella data saranno acquistabili attraverso il PlayStation Store oppure nei negozi, dove potranno essere vendute confezioni contenenti un codice per scaricare il titolo.
Il cambiamento non riguarderà i giochi pubblicati prima del 2028. Le copie già distribuite o previste su supporto fisico entro quella scadenza potranno continuare a essere commercializzate su disco, senza conseguenze per il catalogo esistente.
La decisione segna una svolta per un marchio che ha costruito parte della propria fortuna proprio sui supporti ottici. La prima PlayStation, lanciata in Giappone nel 1994, scelse il CD-ROM al posto delle cartucce usate da molte console dell’epoca. La maggiore capacità del disco consentì agli sviluppatori di inserire filmati, musiche più elaborate, dialoghi e ambientazioni graficamente più ricche.
Oltre trent’anni dopo, le abitudini di acquisto sono cambiate. Nei dati finanziari relativi al quarto trimestre dell’anno fiscale 2025, le versioni scaricate online rappresentano l’85% delle vendite di giochi completi per PlayStation 4 e PlayStation 5. Le copie fisiche coprono il restante 15%.
Il peso economico dei dischi si è ridotto anche all’interno dell’intera divisione gaming di Sony. Nel 2024 i giochi venduti su supporto fisico hanno generato circa il 3% dei ricavi complessivi del settore, contro una quota vicina al 20% attribuita ai giochi digitali. Il resto del fatturato proviene soprattutto da console, servizi online e contenuti aggiuntivi.
Per Sony il passaggio al digitale permette di adeguare la distribuzione alle preferenze della maggioranza dei clienti e di concentrare investimenti e risorse sui servizi online e sulle nuove modalità di accesso ai videogiochi. Per gli utenti significa però una dipendenza ancora maggiore dagli account personali, dalle connessioni internet e dagli store gestiti dalle piattaforme.
La riduzione delle vendite fisiche sta modificando anche il commercio tradizionale. GameStop, una delle catene più note del settore, ha chiuso oltre 1.300 negozi negli ultimi due esercizi fiscali. Il ridimensionamento riflette un mercato nel quale una quota crescente di giocatori acquista direttamente online, senza passare dai punti vendita.
Le proteste dei collezionisti mostrano tuttavia che il disco conserva un valore concreto. Il malcontento è aumentato dopo la scelta di distribuire le confezioni di GTA VI con un codice per il download al posto del supporto tradizionale. Per molti appassionati una scatola priva del gioco fisico non garantisce la stessa sensazione di possesso.
La differenza riguarda anche il mercato dell’usato. Un disco può essere prestato, ceduto o rivenduto, consentendo al proprietario di recuperare una parte della spesa. Una licenza digitale resta invece collegata all’account utilizzato per l’acquisto e, salvo sistemi specifici autorizzati dalla piattaforma, non può essere trasferita liberamente.
Con l’uscita dei nuovi giochi solo in formato digitale, PlayStation chiuderà quindi una fase iniziata con il CD-ROM della sua prima console. Il supporto che contribuì all’espansione mondiale del marchio continuerà a circolare attraverso i vecchi titoli, ma non accompagnerà più le nuove pubblicazioni dal 2028.
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PlayStation dice addio ai dischi, dal 2028 i nuovi giochi saranno digitali Sony eliminerà i dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation da gennaio 2028: gli acquisti passeranno al digitale o a confezioni con codice, mentre i titoli già usciti resteranno disponibili nei formati attuali e nelle librerie degli utenti.