Caso Mario Roggero, la famiglia difende la reazione del 2005 e respinge la tesi del raid

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La famiglia di Mario Roggero respinge la definizione di “spedizione punitiva” per il precedente del 2005 e parla di reazione paterna. Il caso riemerge dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per i fatti di Grinzane Cavour.

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La famiglia di Mario Roggero interviene sul precedente giudiziario del 2005, tornato alla ribalta dopo la condanna definitiva del gioielliere di Grinzane Cavour. In un messaggio pubblicato sabato 18 luglio sui suoi canali social, i parenti negano che l’episodio possa essere descritto come una spedizione punitiva e sostengono che l’uomo agì per proteggere una delle figlie.

La vicenda risale a sedici anni prima della rapina del 2021 alla gioielleria di Roggero. Durante una lite con il fidanzato della giovane, il commerciante estrasse una pistola e rivolse minacce anche ai genitori del ragazzo. Per quei fatti, nel 2007, patteggiò davanti al Tribunale di Alba una pena di due mesi, sostituita con una multa di 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.

Secondo i familiari, quel precedente era già noto nel procedimento concluso con la condanna a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. La Cassazione ha confermato la pena il 15 luglio 2026, rendendo definitiva la sentenza pronunciata dalla Corte d’assise d’appello di Torino.

Nel post, la famiglia afferma che l’episodio del 2005 non avrebbe influito sulla determinazione della pena per i fatti di Grinzane Cavour e contesta il nuovo clamore mediatico. A suo giudizio, le due vicende non avrebbero alcun collegamento diretto, né per le circostanze né per la distanza temporale.

I parenti forniscono anche la propria ricostruzione della notte del 2005. Sostengono che il fidanzato della figlia non si limitò a schiaffeggiarla, ma la colpì con alcuni pugni, provocandole lesioni. L’uomo avrebbe inoltre tentato due volte di investirla con l’auto, prima di lasciarla al buio lungo una strada isolata.

Partendo da questa versione, la famiglia presenta la reazione di Roggero come un gesto dettato dall’istinto paterno e rifiuta l’idea di un’azione organizzata per vendetta. Nel messaggio chiede inoltre che il vecchio episodio non venga usato per alimentare una nuova esposizione pubblica del gioielliere dopo la conclusione del processo.

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