Cena da 532 euro a Porto Cervo, acqua a 12 euro e caffè a 10 scatenano le polemiche

Notizia in breve

Uno scontrino da 532 euro per una cena al ristorante Zuma di Porto Cervo ha acceso il dibattito sui prezzi in Costa Smeralda. Nel conto del 14 luglio compaiono acqua a 12 euro, caffè a 10 euro e un astice arrosto da 125 euro.

Porto Cervo
Cena da 532 euro a Porto Cervo, acqua a 12 euro e caffè a 10 scatenano le polemiche
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Una cena da 532 euro al ristorante Zuma di Porto Cervo ha riacceso la discussione sui prezzi praticati nelle località più esclusive della Costa Smeralda. Lo scontrino, datato 14 luglio e riferito a un tavolo di due persone, è stato pubblicato sui social dalla pagina Braciamiancora, raccogliendo in poche ore numerosi commenti.

Nel conto figurano diversi piatti della cucina giapponese contemporanea. Tra le portate ordinate compaiono tonno scottato a 39 euro, ebi maki e california maki a 35 euro ciascuno e lobster maki a 62 euro. La voce più costosa è l’astice arrosto, proposto a 125 euro.

A richiamare maggiormente l’attenzione degli utenti sono stati però i prezzi delle bevande e dei servizi. Il ristorante ha addebitato due coperti da 15 euro l’uno, quattro bottiglie d’acqua da 12 euro ciascuna e un espresso da 10 euro. Per concludere la cena sono stati ordinati due dessert al cioccolato da 23 euro ciascuno e una pecan pie da 22 euro.

La somma delle consumazioni ha raggiunto 483,64 euro. Con l’aggiunta del 10 per cento di Iva, il totale riportato sullo scontrino è arrivato esattamente a 532 euro.

La fotografia del conto ha diviso gli utenti. Alcuni hanno giudicato eccessive soprattutto le cifre richieste per acqua, caffè e coperto. Altri hanno ricordato che Porto Cervo è una destinazione legata al turismo di lusso e che chi sceglie un locale esclusivo deve aspettarsi prezzi molto più alti rispetto alla media.

Una parte dei commentatori ha suggerito di cercare ristoranti in altre località della Sardegna, citando anche Cannigione come possibile alternativa. Secondo questa posizione, il conto non rappresenterebbe i prezzi dell’intera isola, ma quelli di una delle zone più costose e frequentate dal turismo internazionale.

Non sono mancati interventi critici verso la stessa abitudine di pubblicare online gli scontrini dopo aver cenato in ristoranti noti per la fascia alta dei prezzi. Il confronto si è così spostato dal costo dei singoli piatti alla scelta di frequentare locali esclusivi per poi contestarne pubblicamente il conto.

Tra le osservazioni più ricorrenti compare infine la distinzione tra Porto Cervo e il resto della Sardegna. Per molti utenti, la località della Costa Smeralda costituisce un mercato turistico a parte, rivolto a una clientela con elevate capacità di spesa e poco rappresentativo dell’offerta gastronomica presente nel resto dell’isola.

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