Luca Zingaretti chiude con Montalbano, perché non tornerà nei nuovi episodi
Luca Zingaretti esclude un ritorno nei panni di Montalbano: la morte di Andrea Camilleri e di altri compagni della serie, insieme ai cambiamenti avvenuti nel frattempo, hanno fatto venir meno le condizioni per nuovi episodi.
Luca Zingaretti non intende tornare a interpretare Salvo Montalbano. L’attore, in un’intervista al Corriere, ha spiegato che le condizioni artistiche e umane che avevano reso possibile la serie televisiva non esistono più, rendendo improbabile la produzione di nuovi episodi.
La decisione è legata soprattutto alla scomparsa di Andrea Camilleri, creatore del commissario siciliano, e alla perdita di diverse persone che avevano condiviso con Zingaretti quella lunga esperienza professionale. A pesare è anche il tempo trascorso: secondo l’attore, il mondo è cambiato e un eventuale ritorno richiederebbe una valutazione profonda sul personaggio e sul modo di raccontarlo oggi.
Zingaretti ha inoltre lasciato intendere che, tra le persone coinvolte nella storica produzione, non tutti avrebbero la stessa volontà di riprendere il progetto. Le sue parole allontanano così le speranze del pubblico, rimaste vive anche dopo la trasmissione dell’ultimo episodio inedito, andato in onda su Rai 1 nel marzo 2021.
Il rapporto tra Zingaretti e Camilleri era nato molto prima del successo televisivo. Lo scrittore era stato suo maestro all’Accademia nazionale d’arte drammatica e, negli anni, il legame professionale si era trasformato in un’amicizia profonda. L’attore ha ricordato il loro ultimo incontro, avvenuto durante la prima teatrale di “Conversazione su Tiresia”, quando Camilleri era già gravemente malato e si muoveva su una sedia a rotelle.
Dopo lo spettacolo, Zingaretti lo raggiunse per congratularsi. Camilleri gli accarezzò la mano e ripeté soltanto “Luca bello”. Per l’interprete di Montalbano, quelle poche parole racchiudevano gli anni dell’Accademia, il lavoro sulla serie, l’affetto personale e la consapevolezza di un addio ormai vicino.
Archiviata l’esperienza del commissario, Zingaretti sta lavorando a due nuovi progetti cinematografici da regista. Il primo sarà dedicato a famiglie della piccola borghesia, ai rapporti affettivi e al passaggio dei valori tra generazioni. Il secondo affronterà in modo più intimo il significato della vita.
L’attore continuerà anche il percorso teatrale con “Autodifesa di Caino”, ultimo monologo scritto da Camilleri. Il testo offre la parola al personaggio biblico tradizionalmente associato al primo omicidio della storia, presentandolo davanti al pubblico come un imputato chiamato a spiegare le proprie ragioni.
Zingaretti ha raccontato di essere rimasto colpito dal rovesciamento della prospettiva scelto dal suo maestro. Camilleri decise infatti di raccontare la vicenda dal punto di vista del perdente, partendo dall’idea che la versione destinata a sopravvivere sia quasi sempre quella scritta dai vincitori.
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