Trump accusa la Cina sul voto del 2020, scontro sui dati di 220 milioni di elettori
Donald Trump accusa la Cina di aver sottratto dal 2020 i dati di 220 milioni di elettori Usa e annuncia documenti desecretati. Nel discorso alla nazione chiede nuove misure sul voto in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Donald Trump ha accusato la Cina di aver acquisito illegalmente, a partire dal 2020, i dati di circa 220 milioni di elettori statunitensi. Nel discorso alla nazione pronunciato il 16 luglio, il presidente americano ha presentato il presunto attacco come la più grave violazione di informazioni elettorali mai registrata e ha annunciato la pubblicazione di nuovi documenti desecretati.
Secondo Trump, Pechino avrebbe cercato di ostacolare la sua rielezione nel 2020 e di favorire Joe Biden. Il presidente ha sostenuto anche che le autorità cinesi avrebbero tentato di produrre documenti e schede illegali. Le accuse, tuttavia, non dimostrano che siano stati modificati voti o risultati elettorali, mentre le valutazioni diffuse in passato dall’intelligence americana non avevano rilevato interventi stranieri nel conteggio delle schede.
Gran parte dell’intervento è stata dedicata alla sicurezza del voto in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Trump ha definito l’attuale sistema debole e vulnerabile agli attacchi informatici, promettendo di collaborare con le autorità locali e statali per rafforzare i controlli.
Il presidente ha criticato in particolare le macchine elettroniche utilizzate per il conteggio e ha affermato che almeno 278 mila persone prive della cittadinanza americana risulterebbero iscritte nelle liste elettorali. Il dato deriverebbe da un esame parziale dei registri di alcuni Stati e non indica quante di queste persone abbiano effettivamente votato.
Trump ha chiamato in causa anche il Venezuela, riferendo di informazioni raccolte dalla Cia su un presunto piano collegato al governo di Nicolás Maduro per interferire nelle elezioni presidenziali del 2020. Ha poi accusato apparati federali e funzionari dello Stato di aver nascosto elementi riguardanti le attività cinesi, annunciando nuove indagini sul possibile insabbiamento.
Nel corso del discorso il presidente ha rilanciato le contestazioni sulla sconfitta contro Biden, nonostante i ricorsi presentati dopo il voto del 2020 non abbiano accertato frodi in grado di cambiare l’esito delle elezioni. Le sue affermazioni sul voto rubato alimentarono le proteste culminate nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha replicato che i casi di frode elettorale negli Stati Uniti sono estremamente rari e vengono commessi quasi sempre da cittadini americani. Anche alcuni giornalisti di Fox News hanno precisato durante la diretta di non essere in grado di confermare le dichiarazioni del presidente.
Diverse reti televisive hanno scelto di non trasmettere integralmente l’intervento sui canali tradizionali, preferendo le piattaforme digitali per il timore di diffondere informazioni non provate. Trump ha attaccato in particolare Abc e Nbc, accusandole di proteggere i democratici e tornando a evocare la possibile revoca delle licenze.
Solo nella parte iniziale il presidente ha affrontato altri temi. Ha rivendicato i risultati di Wall Street e il rallentamento dell’inflazione, quindi ha parlato brevemente delle operazioni americane in Venezuela e Iran, sostenendo che gli Stati Uniti stiano ottenendo progressi in entrambe le aree.
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