Sharon Stone a Roma, l'ictus del 2001 e il monito sull'intelligenza artificiale
Sharon Stone racconta a Roma come l’ictus del 2001 abbia cambiato la sua vita e il rapporto con il presente. Ospite di un incontro su intelligenza artificiale e disarmo nucleare, invita a usare la tecnologia al servizio dell’uomo.
Sharon Stone ha raccontato come l’ictus che la colpì nel 2001 abbia trasformato il suo modo di vivere, spingendola a concentrarsi sul presente e a rivedere le proprie priorità. L’attrice ne ha parlato a Roma, dove il 16 luglio 2026 ha partecipato a un incontro dedicato ai rischi dell’intelligenza artificiale e della guerra nucleare.
Stone è intervenuta al Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, appuntamento che ha riunito nella capitale trenta premi Nobel, ex capi di Stato e di governo, rappresentanti religiosi, studiosi ed esperti di tecnologia. I lavori si sono conclusi in Campidoglio con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante.
L’attrice ha spiegato di aver aderito all’iniziativa come cittadina del mondo e come madre di tre figli. Nel ripercorrere la propria esperienza personale, ha definito la vicinanza alla morte un passaggio capace di cambiare radicalmente lo sguardo sulla vita. Dopo l’ictus, ha detto, ha avuto la sensazione di essere tornata nel proprio corpo e di aver ricevuto una seconda possibilità.
Da allora Stone cerca di restare legata a ciò che accade nel momento presente, senza dare per scontato il tempo a disposizione. Questa disciplina, maturata durante la lunga ripresa, ha influenzato anche il suo rapporto con il lavoro, con le persone incontrate sui set e con una carriera cinematografica iniziata oltre quarant’anni fa.
Parlando di intelligenza artificiale, Stone ha ricordato che ogni grande innovazione può produrre vantaggi e conseguenze negative. Ha paragonato l’attuale sviluppo tecnologico ad altre svolte della storia, dalla diffusione dei treni e delle automobili fino alla creazione delle armi da fuoco e degli ordigni nucleari.
Secondo l’attrice, il punto decisivo non è fermare la tecnologia, ma stabilire chi debba controllarla e per quale scopo. Gli strumenti creati dall’uomo, ha osservato, devono rimanere al servizio delle persone. Il futuro dipenderà quindi dalla responsabilità delle decisioni prese da governi, imprese e cittadini.
Stone ha affrontato anche il tema dei cambiamenti attraversati nel corso della sua carriera. Non considera il proprio percorso una continua reinvenzione, ma il risultato di una crescita personale accompagnata dalla volontà di imparare. La sua bussola, ha spiegato, resta l’autenticità, criterio che applica sia alle scelte professionali sia ai rapporti umani.
Lo stesso principio guida il suo giudizio su Hollywood. Per Stone, l’industria del cinema non è una realtà separata dalla società, ma uno specchio delle paure, delle ambizioni e delle contraddizioni che appartengono alle persone.
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