Sinner vince Wimbledon, Safin lo ridimensiona nel confronto con Federer, Nadal e Djokovic

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Marat Safin ridimensiona Jannik Sinner dopo il secondo Wimbledon consecutivo vinto contro Alexander Zverev. Per l’ex numero uno russo, l’italiano e Carlos Alcaraz non avrebbero guidato il ranking nell’era di Federer, Nadal e Djokovic.

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Jannik Sinner ha conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo di Wimbledon, superando Alexander Zverev in finale con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. Il successo ha consegnato all’italiano il quinto torneo del Grande Slam della carriera e ha rafforzato la sua posizione al vertice del tennis mondiale.

La nuova vittoria londinese non ha però convinto Marat Safin a collocare Sinner e Carlos Alcaraz sullo stesso piano dei grandi campioni della generazione precedente. L’ex numero uno del mondo ha sostenuto che i due protagonisti del circuito attuale non sarebbero riusciti a occupare contemporaneamente le prime due posizioni del ranking durante gli anni dominati da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Secondo Safin, la differenza non riguarda soltanto il valore dei singoli campioni, ma anche la profondità complessiva del circuito. Il russo ritiene che in passato il numero di giocatori capaci di competere ad altissimo livello fosse superiore, mentre oggi il gruppo realmente in grado di lottare per i titoli più importanti sarebbe più ristretto.

Nel suo confronto tra epoche, Safin ha riconosciuto le qualità di Sinner e Alcaraz, ma ha spiegato di non considerarli avversari intimidatori quanto Federer nel momento migliore della carriera. A suo giudizio, nell’era dei Big Three i due avrebbero incontrato maggiori difficoltà nel conquistare Slam e mantenere con continuità le prime posizioni mondiali.

Anche Jim Courier ha analizzato con cautela il torneo disputato da Sinner. L’ex campione statunitense ha osservato che, fatta eccezione per la semifinale, l’italiano non avrebbe espresso il suo tennis più brillante, pur mostrando solidità sufficiente per vincere gli incontri decisivi.

Per Courier, la finale è cambiata quando Sinner è riuscito ad allungare gli scambi e a trovare maggiore ritmo da fondo campo. Nelle prime fasi la partita era stata dominata dai servizi, con pochi punti prolungati. Il calo della prima di Zverev e il ricorso più frequente allo slice hanno poi permesso al numero uno del mondo di prendere il controllo degli scambi e completare la rimonta.

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