Delitto di Garlasco, la pista Mister X resta senza riscontri mentre Sempio è indagato
La pista “Mister X” ipotizza che Chiara Poggi fosse vittima di pressioni legate alla sua sfera privata, ma non ha riscontri giudiziari. Intanto Andrea Sempio resta indagato e la condanna definitiva di Alberto Stasi è ancora valida.
A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, una nuova ipotesi suggerisce che la giovane potesse subire pressioni legate alla propria vita privata. La pista, indicata come “Mister X”, non ha però prodotto riscontri giudiziari né ha portato all’identificazione di una persona precisa.
Chiara Poggi, 26 anni, fu trovata senza vita il 13 agosto 2007 nella villetta della sua famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. A lanciare l’allarme fu il fidanzato Alberto Stasi, oggi unico condannato in via definitiva per il delitto.
Il procedimento contro Stasi attraversò assoluzioni e annullamenti prima della condanna a 16 anni di reclusione, pronunciata nel dicembre 2014 e divenuta definitiva nel 2015. Nel giugno 2026 l’uomo ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la parte finale della pena, una misura che non modifica la sentenza di colpevolezza.
Il caso è tornato al centro delle indagini nel 2025, quando la Procura di Pavia ha iscritto nuovamente nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e già coinvolto in un precedente fascicolo poi archiviato.
Nel maggio 2026 i magistrati hanno notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’accusa lo indica come presunto autore dell’omicidio e contesta le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. Secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione sarebbe avvenuta dopo il rifiuto di un approccio da parte di Chiara e non sarebbe stata premeditata.
Gli inquirenti collocano il delitto nella mattina del 13 agosto 2007, in un intervallo compreso tra le 9.12 e le 11.25. Andrea Sempio respinge ogni accusa e nei suoi confronti non esiste alcuna sentenza di condanna. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.
La nuova inchiesta ha riaperto anche il confronto sulla posizione di Alberto Stasi. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura generale di Milano, chiamata a esaminare gli elementi raccolti e a valutare se esistano i presupposti per un’eventuale revisione del processo.
Al momento, tuttavia, la condanna definitiva di Stasi resta pienamente efficace. La revisione non è stata concessa e potrà essere richiesta soltanto qualora emergano prove nuove capaci di mettere in discussione in modo concreto la ricostruzione accolta dai giudici.
La cosiddetta pista “Mister X” nasce invece dalla rilettura di materiali informatici depositati nel maggio 2026. L’attenzione si è concentrata su email, file cancellati o archiviati, contenuti conservati su supporti digitali e presunte anomalie segnalate nelle consulenze tecniche.
Da questi elementi è stata formulata l’ipotesi che qualcuno potesse essere entrato nella sfera privata di Chiara Poggi o avesse avuto accesso a materiale personale, esercitando pressioni sulla giovane oppure tentando di ricattarla. Si tratta, però, di una ricostruzione giornalistica e non di una tesi formalmente sostenuta dalla Procura.
Nessun soggetto è stato identificato come “Mister X” e non risultano accertamenti giudiziari capaci di confermare l’esistenza di un ricatto. La pista resta quindi una possibile interpretazione di alcuni documenti, mentre l’indagine ufficiale continua a riguardare Andrea Sempio e Alberto Stasi rimane l’unico condannato definitivo per l’omicidio.
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