Beata MonaLisa sceglie il pop, la sorella di Greta Thunberg prepara il debutto
Beata MonaLisa, sorella minore di Greta Thunberg, punta alla musica pop con un album dedicato alla libertà d’identità e all’emancipazione femminile. La cantante svedese denuncia le pressioni dei produttori sul suo modo di usare la voce.
Beata MonaLisa, sorella minore dell’attivista climatica Greta Thunberg, vuole costruire una carriera nella musica pop con un’identità artistica autonoma. La cantante svedese, 20 anni, sta lavorando al suo primo album, un progetto incentrato sulla libertà personale, sull’espressione di genere e sull’emancipazione femminile.
L’artista usa il cognome della madre, la cantante lirica Malena Ernman, e si presenta al pubblico con il nome Beata MonaLisa. La scelta di “MonaLisa” richiama due figure della sua famiglia: la nonna Mona e la bisnonna Lisa. Sul palco preferisce farsi chiamare Bea e mantiene separate, per quanto possibile, la propria attività musicale e la notorietà della sorella maggiore.
La sua voce ha attirato l’attenzione dopo alcune esibizioni a Stoccolma, tra cui una performance al Musikaliska Kvarteret diventata molto popolare sui social. Nel suo repertorio compaiono brani impegnativi e influenze diverse, dalle interpretazioni di Whitney Houston alle canzoni rese celebri da Édith Piaf.
Beata ha iniziato a cantare e ballare da bambina e per cinque anni ha interpretato Piaf in uno spettacolo teatrale. Tra le sue esibizioni figura anche Hymne à l’amour, brano che mette in risalto una vocalità potente e distante dall’uso esasperato dell’auto-tune.
Oltre al canto, Bea si presenta come ballerina, attrice, modella, autrice, produttrice e coreografa. La sua immagine artistica richiama il mondo queer e rifiuta ruoli prestabiliti, discriminazioni e modelli tradizionali imposti alle giovani interpreti.
La cantante ha raccontato di essersi sentita pienamente riconosciuta durante un evento rivolto alla comunità queer svedese. In quell’ambiente, ha spiegato, il pubblico ha accolto senza filtri la sua voce, il modo di vestirsi e la libertà con cui porta sul palco la propria personalità.
Beata ha anche criticato il rapporto con alcuni produttori uomini ed eterosessuali, accusati di volerle indicare come cantare e di rivendicare un controllo sulla sua voce. Secondo l’artista, una giovane donna con un carattere forte e un’espressione vocale decisa può mettere in difficoltà chi pretende di guidarne ogni scelta.
Il disco d’esordio comprende nove canzoni, sette delle quali risultano già completate. Bea lavora al progetto da quando aveva 13 anni e scrive personalmente i propri brani, modificandoli nel tempo per avvicinarli alla direzione musicale che vuole seguire.
Sul rapporto con Greta Thunberg mantiene una posizione riservata e preferisce non commentare le attività della sorella. Le due hanno scelto strade molto diverse: Greta ha legato il proprio nome alla battaglia climatica, mentre Beata cerca spazio nella musica attraverso temi legati all’identità, alla libertà artistica e ai diritti delle donne.
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