Padova, conto pignorato per 20mila euro nonostante il pagamento a rate già avviato

Notizia in breve

Un tecnico sanitario di Padova si è trovato il conto pignorato per una cartella Irpef da quasi 20mila euro, nonostante avesse avviato il pagamento a rate. Il caso nasce da un avviso bonario mai ricevuto e resta ancora da risolvere.

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Padova, conto pignorato per 20mila euro nonostante il pagamento a rate già avviato
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Un tecnico del settore sanitario di Padova ha scoperto che il suo conto corrente era stato pignorato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione dopo aver tentato più volte, senza successo, di pagare con il bancomat al termine di una partita di tennis. Il blocco è legato a una cartella Irpef da quasi 20mila euro, comprensiva di sanzioni e interessi.

La vicenda era iniziata l’11 marzo 2026, quando il contribuente aveva ricevuto la richiesta di pagamento per alcuni versamenti fiscali non effettuati. L’uomo non ha contestato le imposte dovute, ma ha segnalato di non aver mai ricevuto il precedente avviso bonario, documento che avrebbe consentito di ridurre le sanzioni dal 30 al 10 per cento.

Assistito dall’avvocato tributarista Loris Mazzon, il tecnico si era rivolto al servizio online Civis per chiarire la propria posizione. Il 18 marzo l’Agenzia delle Entrate aveva indicato la possibilità di versare imposte, interessi e sanzioni ridotte secondo le condizioni dell’avviso, per poi presentare un’istanza in autotutela e chiedere lo sgravio della cartella.

Il contribuente e il suo legale hanno quindi ricostruito il piano di pagamento e avviato la rateizzazione. La prima rata è stata saldata il 16 aprile. Il 1° maggio è stata presentata l’istanza di autotutela, seguita da un sollecito inviato il 13 maggio per ottenere una risposta dagli uffici fiscali.

Nonostante la procedura già avviata, il 26 giugno l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha disposto il pignoramento delle somme presenti sul conto. Il provvedimento ha impedito al tecnico di utilizzare il denaro disponibile e di effettuare i normali pagamenti quotidiani.

Il 2 luglio è arrivato uno sgravio parziale della cartella originaria, senza però risolvere il blocco del conto. Quattro giorni dopo il contribuente si è presentato negli uffici della riscossione, che lo hanno indirizzato all’Agenzia delle Entrate. Qui gli è stato comunicato che il funzionario incaricato della pratica era in ferie ed è stato fissato un appuntamento in videochiamata per il 9 luglio.

Al termine del confronto, il legale ha trasmesso nuovamente la documentazione tramite Pec. Le richieste comprendono il riesame completo della posizione fiscale, lo sgravio totale della cartella, un coordinamento tra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione e il ripristino immediato delle somme bancarie.

La disponibilità del conto è urgente anche per le conseguenze concrete sulla vita del contribuente, che deve affrontare le spese ordinarie e il pagamento della rata del mutuo previsto entro la fine del mese.

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