Neonate scambiate ad Avellino, clinica condannata a risarcire una madre con 114 mila euro
Il Tribunale civile di Avellino ha condannato una clinica a risarcire con circa 114 mila euro una madre coinvolta nello scambio di due neonate nel 2017, scoperto dopo due giorni grazie al controllo dei braccialetti e confermato dal Dna.
Una clinica privata di Avellino dovrà versare circa 114 mila euro, tra danni riconosciuti e spese legali, a una delle due madri coinvolte nello scambio di due neonate avvenuto nell’ottobre 2017. La decisione, pronunciata in primo grado dal Tribunale civile, attribuisce alla struttura la responsabilità delle conseguenze psicologiche subite dalla donna.
Le due bambine, nate il 9 ottobre a poche ore di distanza, furono affidate alle famiglie sbagliate dopo un errore commesso durante le operazioni di vestizione e identificazione. Per circa due giorni ciascuna madre accudì e allattò una neonata che non era sua, senza immaginare che potesse essersi verificato uno scambio.
Il dubbio emerse l’11 ottobre, poco prima delle dimissioni. Una delle piccole venne accompagnata a una visita oculistica a causa di un gonfiore agli occhi. Durante l’incontro tra le due madri, una delle donne controllò il codice riportato sul braccialetto della bambina e si accorse che non coincideva con quello assegnato alla figlia dopo il parto.
La direzione sanitaria avviò gli accertamenti e dispose il test del Dna, che confermò l’errore. Le bambine furono quindi riconsegnate alle rispettive madri. L’inchiesta penale aperta sulla vicenda venne successivamente archiviata, poiché lo scambio fu ricondotto a una grave negligenza del personale, senza elementi tali da configurare una condotta dolosa.
Nel procedimento civile, invece, il giudice ha riconosciuto il danno subito dalla madre che aveva promosso la causa. La consulenza medico-legale ha rilevato insonnia, ansia, irritabilità, ipervigilanza e ricordi ricorrenti dell’accaduto. Dagli atti è emerso anche che la sua bambina, nei giorni trascorsi con l’altra donna, non era riuscita ad attaccarsi al seno.
La sentenza rappresenta il primo pronunciamento civile relativo allo scambio avvenuto nella clinica avellinese. Il risarcimento riguarda soltanto una delle due madri, l’unica ad aver chiesto in giudizio il riconoscimento dei danni provocati dall’errore sanitario.
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