Trump minaccia una risposta senza precedenti, Usa e Iran verso nuovi colloqui in Svizzera

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Donald Trump afferma di aver disposto una risposta militare senza precedenti se l’Iran dovesse ucciderlo. Intanto Stati Uniti e Teheran valutano nuovi colloqui in Svizzera, mentre resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz.

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Donald Trump ha dichiarato di aver impartito disposizioni per una vasta rappresaglia militare contro l’Iran nel caso in cui Teheran riuscisse a ucciderlo. Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato di considerarsi da tempo uno dei principali obiettivi iraniani e ha promesso una reazione di portata mai vista.

Le parole di Trump arrivano dopo nuove informazioni attribuite all’intelligence israeliana su un presunto piano iraniano per assassinarlo. Il presidente americano ha però precisato che la minaccia non sarebbe recente, sostenendo che il suo nome compare da anni tra quelli dei possibili bersagli di Teheran.

Le tensioni risalgono anche all’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani, colpito nel gennaio 2020 da un raid statunitense ordinato durante il primo mandato di Trump. Da allora le autorità americane hanno più volte segnalato possibili progetti di ritorsione contro l’ex presidente, tornato alla Casa Bianca.

Sul fronte diplomatico, Washington e Teheran starebbero preparando un nuovo ciclo di negoziati per la prossima settimana, con la Svizzera indicata come possibile sede. Trump ha confermato la disponibilità degli Stati Uniti a proseguire le trattative richieste dall’Iran, pur dichiarando concluso il cessate il fuoco.

Delegati del Qatar si sono recati in Iran con il coordinamento dell’amministrazione americana per incontrare rappresentanti di Teheran e ridurre il rischio di una nuova escalation. La mediazione punta a ripristinare le condizioni previste dal memorandum d’intesa firmato a metà giugno.

Anche Oman e Qatar restano coinvolti nei contatti regionali. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’omologo omanita Badr al-Busaidi dovrebbero incontrarsi a Mascate per affrontare la crisi nello Stretto di Hormuz, una delle rotte più delicate per il commercio internazionale di petrolio e gas.

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di dichiarare pubblicamente entro sabato che lo Stretto resta aperto e che le navi commerciali non saranno attaccate. La richiesta è stata trasmessa sia direttamente sia attraverso i mediatori della regione.

Secondo funzionari americani, Teheran avrebbe violato gli impegni assunti tre settimane prima sparando più volte contro imbarcazioni mercantili nello Stretto e nelle acque vicine. Per Washington, questi episodi mettono in dubbio la capacità iraniana di rispettare un eventuale accordo nucleare, più articolato e difficile da applicare.

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