Beatrice morta a Bordighera, l'autopsia rivela nicotina nei polmoni e gravi lesioni
Beatrice, due anni, morì a Bordighera per una vasta emorragia cerebrale causata da un trauma alla testa; l’autopsia segnala anche nicotina aspirata, gravi lesioni interne e malnutrizione cronica, mentre madre e compagno restano in carcere.
Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio 2026 nell’abitazione della madre a Bordighera, sarebbe morta per una vasta emorragia cerebrale provocata da un violento trauma alla testa. Secondo i primi risultati della consulenza medico-legale, un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto salvarla.
L’esame autoptico è stato affidato dalla Procura di Imperia al medico legale Francesco Ventura. Le lesioni alla testa risalirebbero alle 48 ore precedenti al decesso, quando la piccola si trovava nella casa di Perinaldo insieme alla madre, Emanuela Aiello, alle due sorelle maggiori e al compagno della donna, Emanuel Iannuzzi.
Tra gli elementi emersi dagli accertamenti figura anche la presenza di nicotina nei polmoni. Gli approfondimenti avrebbero escluso una semplice esposizione al fumo passivo, indicando invece un’aspirazione diretta della sostanza.
Il dato viene valutato dagli investigatori insieme a un filmato acquisito durante l’inchiesta. Nel video Iannuzzi avrebbe fatto fumare alla bambina una sigaretta artigianale, mentre la madre e le sorelle assistevano alla scena. Nell’ordinanza cautelare il giudice ipotizza che potesse contenere hashish o marijuana.
L’autopsia avrebbe inoltre rilevato altre due emorragie, localizzate nell’intestino e nei reni. Queste lesioni non avrebbero causato direttamente la morte, ma avrebbero potuto produrre conseguenze molto gravi sulla salute della bambina.
I medici avrebbero documentato anche una condizione di grave malnutrizione cronica. Beatrice soffriva di steatosi epatica, un’alterazione del fegato compatibile, secondo le valutazioni medico-legali, con una carenza alimentare severa e prolungata, soprattutto di proteine.
La malnutrizione non sarebbe comparsa nelle ultime settimane di vita. Gli specialisti ritengono che la condizione fosse presente almeno dall’agosto precedente, diversi mesi prima della morte.
Le testimonianze raccolte dagli inquirenti descrivono le condizioni preoccupanti della piccola già due giorni prima del decesso. Un ospite avrebbe notato un esteso livido dalla mascella al collo e avrebbe sentito Beatrice lamentarsi per il dolore.
Secondo i racconti messi agli atti, ad assistere la bambina sarebbero state soprattutto le due sorelle, mentre la madre si trovava in cucina con il compagno. Alcuni amici avrebbero proposto di portare Beatrice in ospedale, ma la donna si sarebbe opposta per il timore che il nonno paterno potesse chiedere l’affidamento delle figlie.
Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi si trovano in carcere nell’ambito dell’inchiesta per maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. Entrambi hanno respinto le accuse. La relazione definitiva di Francesco Ventura dovrà essere depositata entro il 16 luglio e conterrà i risultati completi degli esami medico-legali.
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