Luigia Fortunato uccisa a Loreto, l'ex compagno fermato dopo la confessione

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Luigia Fortunato, 33 anni, è stata uccisa a coltellate nella sua casa di Loreto dall’ex compagno, poi fermato e trasferito in carcere. La donna, originaria di Cerignola, lascia un figlio di 7 anni, assente al momento del delitto.

Ancona
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Luigia Fortunato aveva 33 anni e viveva da tempo a Loreto, in provincia di Ancona. Nella serata di giovedì 9 luglio è stata uccisa a coltellate all’interno della sua abitazione di via Bramante. Per il delitto è stato fermato l’ex compagno, Sami Khemaies, cittadino tunisino di 39 anni e padre del figlio della vittima.

La donna, originaria di Cerignola, lavorava come cameriera e aveva costruito nelle Marche la propria vita. Lascia un bambino di 7 anni, che al momento dell’aggressione non si trovava nell’appartamento perché era affidato alla nonna materna.

Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, l’omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 22, al termine di una violenta discussione. Il rapporto tra i due era concluso da tempo e il confronto avrebbe riguardato anche la gestione del figlio e le pressioni dell’uomo per riallacciare la relazione.

Durante la lite Khemaies avrebbe preso un coltello dalla cucina e colpito più volte Luigia nel corridoio della casa. Le ferite, concentrate soprattutto all’addome e alle gambe, si sono rivelate mortali nonostante l’intervento dei sanitari.

L’allarme è partito dopo che alcuni residenti hanno visto l’uomo in strada con gli abiti sporchi di sangue. Ai passanti avrebbe detto di avere appena ucciso la sua ex compagna. Le chiamate al 112 hanno fatto scattare l’intervento dei carabinieri e dei mezzi del 118.

I soccorritori hanno trovato la donna ancora in vita sul pavimento dell’appartamento, ma ogni tentativo di rianimazione è stato inutile. Le condizioni erano già disperate a causa delle numerose coltellate ricevute.

L’uomo non avrebbe opposto resistenza ed è stato accompagnato nella caserma dei carabinieri di Porto Recanati, dove ha ammesso l’omicidio. Dopo il fermo è stato trasferito nel carcere di Ancona, mentre la Procura ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e il movente.

Luigia, chiamata Gina dagli amici, viene ricordata come una donna energica e sorridente, molto legata al figlio e presente nella vita della comunità lauretana. Partecipava alle iniziative cittadine e alla Corsa del Drappo con il Rione Pozzo.

Dopo la notizia della sua morte, amici e conoscenti hanno affidato ai social messaggi di dolore e ricordi personali. Molti l’hanno descritta come una persona capace di trasmettere entusiasmo, sempre disponibile e piena di vitalità.

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