Roberta Bruzzone torna su Rai 2, da Garlasco al nuovo programma sulle truffe
Roberta Bruzzone torna su Rai 2 con Dentro la truffa e ribadisce la sua posizione sul delitto di Garlasco: per la criminologa l’indagine su Andrea Sempio non porterà a svolte. Nel racconto anche studi, famiglia e passioni private.
Roberta Bruzzone sarà alla guida di Dentro la truffa, il nuovo programma di Rai 2 dedicato ai raggiri e alle tecniche psicologiche utilizzate per conquistare la fiducia delle vittime. La criminologa, chiamata ad analizzare frodi informatiche, sentimentali e finanziarie, ha anche ribadito le proprie valutazioni sul delitto di Garlasco e su altri casi giudiziari riaperti negli ultimi anni.
Il format televisivo racconterà i sistemi adottati dai truffatori per creare un rapporto rapido con le persone prese di mira. Secondo Bruzzone, uno degli strumenti più frequenti è la costruzione di una falsa emergenza, usata per ridurre il tempo a disposizione della vittima e spingerla a prendere decisioni senza verificare le informazioni ricevute.
Il programma affronterà anche le frodi contro gli anziani, gli inganni nati attraverso internet e le manipolazioni esercitate all’interno delle cosiddette psicosette. L’obiettivo sarà mostrare come funzionano questi meccanismi e fornire indicazioni concrete per riconoscere i segnali di pericolo prima che il raggiro produca danni economici o personali.
Nel ripercorrere la propria storia, Bruzzone ha raccontato di avere intuito già a sette anni quale direzione avrebbe preso la sua vita. Da bambina viveva a Finale Ligure e osservava con curiosità una casa abbandonata vicino alla scuola, descritta dagli adulti come un posto pericoloso e da evitare.
Il divieto alimentò il suo interesse. Insieme a due compagni entrò nell’edificio dopo aver tagliato una parte della recinzione con un paio di forbici prese al padre. All’interno non trovò persone minacciose né altri pericoli, ma soltanto stanze vuote e polvere. Quell’episodio, ha spiegato, le insegnò a controllare direttamente i fatti invece di affidarsi alle apparenze o ai racconti degli altri.
Figlia di una cuoca d’albergo e di un guardiacaccia, dopo il liceo si iscrisse alla facoltà di Psicologia dell’Università di Torino. Durante gli studi lavorò come cameriera in alberghi e ristoranti per mantenersi, mentre approfondì medicina legale, criminalistica e tecniche investigative.
La sua formazione si orientò verso una professione capace di unire l’analisi psicologica allo studio delle prove e dei comportamenti criminali. Tra le prime esperienze rilevanti ci fu l’esame della vicenda di Donato Bilancia, serial killer responsabile di numerosi omicidi tra il 1997 e il 1998, affrontato durante il percorso universitario sotto la guida del criminologo Guglielmo Gulotta.
Sul delitto di Garlasco, Bruzzone ha confermato di non vedere elementi in grado di modificare il quadro giudiziario già definito. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, mentre la nuova inchiesta della Procura di Pavia ha coinvolto Andrea Sempio.
La criminologa ritiene che gli accertamenti su Sempio siano destinati a chiudersi senza conseguenze decisive. A suo giudizio, gli elementi disponibili non permettono di collocarlo nella villetta di via Pascoli al momento del delitto e non risultano, allo stato degli atti, prove scientifiche sufficienti per cambiare la ricostruzione processuale.
Bruzzone ha richiamato anche i rischi legati all’esposizione pubblica delle persone che finiscono coinvolte nel racconto mediatico di un’indagine senza essere accusate. Ha citato Marco Poggi e le sorelle Cappa, più volte associati a ipotesi e sospetti pur non essendo destinatari di contestazioni giudiziarie.
Le sue perplessità riguardano anche il caso di Manuela Murgia, la sedicenne trovata morta a Cagliari nel febbraio 1995. La perizia genetica ha escluso la presenza del Dna dell’ex fidanzato Enrico Astero sui reperti analizzati, un risultato che secondo Bruzzone rafforza i dubbi già espressi sulla riapertura dell’inchiesta.
La criminologa ha inoltre criticato alcuni aspetti del procedimento per la morte del calciatore Denis Bergamini. Nel 2024 la Corte d’assise di Cosenza ha condannato in primo grado Isabella Internò a 16 anni di reclusione. Bruzzone contesta il peso attribuito a testimonianze raccolte molti anni dopo i fatti e nutre riserve su alcune metodologie scientifiche utilizzate nel processo.
Nel lavoro, ha spiegato, evita di formulare giudizi prima di avere esaminato gli atti disponibili. Una volta raggiunta una convinzione, tende a mantenerla finché non compaiono elementi concreti capaci di smentirla. Ha inoltre dichiarato di non cercare l’approvazione del pubblico e di non modificare le proprie valutazioni per adeguarsi alle opinioni più diffuse.
Nella vita privata Bruzzone è sposata dal 2017 con Massimo Marino, funzionario di polizia. Descrive il loro rapporto come fondato sulla lealtà, sull’equilibrio e sul rispetto degli spazi personali. Si allena tre volte alla settimana e coltiva una forte passione per le motociclette.
Nel suo garage ci sono due Harley-Davidson e una Ducati, utilizzate anche per viaggi su lunghe distanze. Accanto ai motori, un ruolo centrale è occupato dagli animali: vive con due cani e un gatto, considerati parte integrante della famiglia.
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