Russia e Cina, accordi militari segreti su Starlink, difesa antimissile e droni
Un’inchiesta internazionale rivela una cooperazione militare riservata tra Russia e Cina dal 2023, con piani su difesa antimissile, droni e tecniche per disturbare Starlink, usato dalle forze ucraine nelle operazioni a lungo raggio.
Russia e Cina avrebbero avviato dal 2023 una cooperazione militare strutturata che comprende sistemi di difesa aerea, tecnologie per i droni e metodi per ostacolare Starlink. L’intesa avrebbe fornito a Mosca nuove indicazioni sul disturbo della rete satellitare utilizzata dall’Ucraina, con possibili conseguenze sulle operazioni condotte in profondità nel territorio russo.
I dettagli emergono da documenti riservati esaminati nell’ambito di un’inchiesta internazionale. Le carte descrivono incontri tra rappresentanti militari e aziende della difesa dei due Paesi, impegnati nello sviluppo congiunto di armi e soluzioni tecnologiche destinate a diversi scenari operativi.
Uno dei passaggi decisivi risalirebbe al giugno 2023, quando una delegazione cinese raggiunse Mosca per trattative con Almaz-Antey, gruppo russo specializzato nella produzione di sistemi antiaerei e antimissile. I colloqui avrebbero riguardato una nuova generazione di difese integrate, progettate per intercettare missili balistici, testate manovrabili e armi ipersoniche.
La collaborazione avrebbe incluso anche le contromisure contro i satelliti. Durante un forum tecnico-militare organizzato a Guangzhou nel novembre 2023, la parte cinese avrebbe illustrato ai partner russi diverse strategie per limitare o neutralizzare i sistemi orbitali avversari.
Le opzioni discusse spaziavano dalle iniziative diplomatiche e legali all’occupazione delle frequenze radio e delle posizioni orbitali, fino al disturbo elettronico e alla distruzione fisica dei satelliti. Tra gli obiettivi indicati figurava Starlink, la rete di SpaceX impiegata dalle forze ucraine per comunicare, controllare alcuni droni e sostenere attacchi a lunga distanza.
Secondo fonti ucraine, la Russia avrebbe già iniziato a rafforzare le interferenze contro il servizio satellitare, installando apparati di guerra elettronica vicino a infrastrutture e possibili bersagli. Questi dispositivi possono compromettere il collegamento tra i terminali a terra e i satelliti, riducendo l’efficacia delle comunicazioni operative.
Un nuovo incontro bilaterale si sarebbe svolto nel dicembre 2024 a Ekaterinburg. In quella sede Pechino avrebbe chiesto alla Russia di condividere dati raccolti durante gli attacchi con droni in Ucraina, comprese informazioni sulle missioni, sulle difese incontrate e sul comportamento dei velivoli in combattimento.
La Cina possiede una vasta industria dei droni, ma non dispone dell’esperienza maturata dalle forze russe durante anni di guerra. In cambio dei dati operativi, Pechino avrebbe offerto tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e una capacità produttiva adatta alla realizzazione di grandi quantità di componenti e mezzi senza pilota.
I documenti descrivono inoltre un possibile scambio di microchip e apparecchiature elettroniche cinesi con materie prime russe e componenti a duplice uso, impiegabili sia in ambito civile sia militare. La cooperazione consentirebbe così a Mosca di ottenere tecnologie difficili da reperire a causa delle sanzioni, mentre Pechino potrebbe valutare i propri sistemi attraverso i dati provenienti dal campo di battaglia ucraino.
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