Mario Adinolfi ai domiciliari, la difesa respinge accuse di truffa ed evasione
Mario Adinolfi, ai domiciliari a Roma nell’inchiesta su truffa ed evasione fiscale, respinge le accuse e annuncia il ricorso al Riesame. Il giornalista nega beni di lusso, yacht e viaggi citati negli atti dell’indagine a suo carico.
Mario Adinolfi respinge ogni accusa dopo la misura cautelare eseguita dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta della Procura di Roma su una presunta truffa legata alle cosiddette scommesse collettive e su ipotesi di evasione fiscale. Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia, ora ai domiciliari, affida la propria posizione a una nota in cui si dichiara innocente e annuncia battaglia nelle sedi giudiziarie.
Adinolfi sostiene di vivere la vicenda con serenità, richiamando la propria fede e parlando di una grave ingiustizia subita da lui e dalla sua famiglia. Il suo legale, l’avvocato Riccardo Di Lorenzo, presenterà istanza al Tribunale del Riesame per contestare la misura, ritenendo insussistenti il rischio di reiterazione del reato, il pericolo di fuga e l’eventuale inquinamento delle prove.
Al centro della difesa c’è anche la contestazione del racconto pubblico nato dopo l’arresto. Adinolfi critica la diffusione di dettagli dell’indagine e accusa alcune ricostruzioni televisive e giornalistiche di averlo già rappresentato come colpevole. In particolare nega che l’associazione Cristo Regna abbia raccolto tre milioni di euro, sostenendo che nelle carte si parli invece di tremila euro.
Il giornalista ammette di giocare da decenni e di aver partecipato a scommesse anche insieme ad altre persone, ma respinge l’idea di essersi arricchito ai danni di qualcuno. Secondo la sua versione, chi ha preso parte a quelle attività conosceva la natura del gioco, con vincite e perdite, e non sarebbe mai stato sollecitato da lui a investire denaro.
Adinolfi contesta poi le notizie su presunti acquisti di beni di lusso. Nella nota afferma di non essere mai stato alle Maldive o in Egitto, di non aver mai posseduto né utilizzato yacht o imbarcazioni private, e di non aver comprato quadri, lingotti o orologi di valore. Sostiene che la sua vita pubblica, documentata da anni di fotografie e video, smentisca l’immagine di un tenore di vita ricco.
Dopo una perquisizione durata circa quattordici ore nella sua abitazione, aggiunge Adinolfi, i finanzieri avrebbero portato via soltanto due fogli e un bancomat. Il leader del Popolo della Famiglia descrive il proprio stile di vita come morigerato, fatto di abiti semplici e privo di lussi, e chiede ai colleghi giornalisti di valutare con cautela tempi e modalità della vicenda.
L’indagine resta nella fase preliminare e le accuse dovranno essere valutate dai giudici. Adinolfi ribadisce di voler confidare nella giustizia e di presentarsi come totalmente estraneo ai fatti contestati, mentre la difesa punta ora al riesame della misura cautelare disposta a Roma.
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