Ucraina, Trump apre alla produzione dei Patriot mentre Kiev subisce nuovi attacchi russi
Trump ha annunciato ad Ankara una licenza per consentire all’Ucraina di produrre missili Patriot, mentre Kiev subisce nuovi raid russi. Nella capitale una donna è morta e il bilancio dell’attacco precedente resta pesante.
Gli Stati Uniti sono pronti ad autorizzare l’Ucraina a produrre missili Patriot su licenza americana. Donald Trump lo ha detto ad Ankara durante un incontro con Volodymyr Zelensky, mentre Kiev continua a chiedere sistemi di difesa aerea per respingere i raid russi.
Il presidente americano ha spiegato che Washington mostrerà agli ucraini come avviare la produzione, presentando la scelta come una risposta alle richieste insistenti di nuove forniture. I Patriot restano tra gli strumenti più rilevanti per intercettare missili balistici, una delle minacce più difficili da affrontare per la difesa ucraina.
Nel colloquio con Zelensky, Trump ha rivendicato un rapporto migliorato con il leader ucraino e ha detto di parlare spesso anche con Vladimir Putin. Secondo il presidente statunitense, Mosca vorrebbe arrivare alla fine della guerra, anche se le condizioni poste dal Cremlino non sarebbero più le stesse dei mesi scorsi.
Zelensky ha confermato di non conoscere con precisione tutte le richieste russe per un accordo di pace, ma ha sostenuto che la posizione di Mosca si starebbe indebolendo. Per il presidente ucraino, la guerra non dipende più soltanto dal numero dei soldati, ma dalla capacità tecnologica, dalla rapidità della produzione militare e dalla gestione della logistica sul campo.
Intanto la Russia ha lanciato nuovi missili balistici contro Kiev. Secondo le autorità locali, una donna è stata uccisa e altre due persone sono rimaste ferite. In diversi quartieri della capitale ucraina sono scoppiati incendi dopo le esplosioni, mentre il sindaco Vitaly Klitschko ha invitato la popolazione a restare nei rifugi.
Il raid è arrivato dopo un precedente attacco massiccio contro Kiev, che aveva provocato 20 morti e 90 feriti. La nuova offensiva, iniziata poco dopo la mezzanotte, è stata indicata come il terzo attacco contro la capitale in sei giorni. Durante la giornata, droni russi di tipo Shahed avevano già preso di mira la città.
L’Aeronautica militare ucraina aveva segnalato nelle prime ore del mattino la minaccia di missili balistici diretti verso Kiev. Le autorità cittadine hanno chiesto ai residenti di non lasciare i rifugi fino alla fine dell’allarme, mentre i soccorritori intervenivano sugli edifici colpiti e sugli incendi provocati dai frammenti.
Zelensky ha inoltre confermato raid ucraini contro infrastrutture energetiche russe. Secondo il presidente, droni di Kiev hanno colpito la raffineria di Saratov e un impianto petrolchimico a Nizhnekamsk, in Tatarstan. L’Ucraina presenta queste operazioni come una risposta agli attacchi russi e al prolungamento della guerra.
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