Sonno ridotto, uno studio collega meno riposo a più peso e maggiore sedentarietà

Notizia in breve

Dormire circa 80 minuti in meno ogni notte può favorire un aumento di peso di circa mezzo chilo in sei settimane e rendere le persone più sedentarie. Lo indica uno studio condotto su 95 adulti, che collega anche il sonno insufficiente a un rischio maggiore di disturbi metabolici.

Sonno
Sonno ridotto, uno studio collega meno riposo a più peso e maggiore sedentarietà
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Ridurre il sonno di circa 80 minuti ogni notte può avere effetti misurabili sul peso corporeo già nell'arco di sei settimane. È quanto emerge da uno studio realizzato dai ricercatori della Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons e pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine, secondo il quale dormire a sufficienza potrebbe contribuire a limitare il rischio di aumento di peso e di malattie associate all'obesità, tra cui diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari.

Per analizzare una situazione molto diffusa nella popolazione adulta, i ricercatori hanno coinvolto 95 persone abituate a dormire tra sette e otto ore per notte. Durante una fase dello studio i partecipanti hanno posticipato l'orario di andare a letto di circa 90 minuti per sei settimane, mentre in un'altra fase hanno mantenuto il loro normale ritmo di riposo. Per tutto il periodo sono stati monitorati sonno, attività fisica, peso, circonferenza della vita, composizione corporea e alcuni ormoni legati alla regolazione dell'appetito.

I risultati hanno mostrato che la moderata riduzione del riposo notturno è stata associata a un incremento medio del peso di circa mezzo chilo in sei settimane. Secondo gli autori, un cambiamento di questa entità può apparire limitato, ma potrebbe diventare clinicamente rilevante se mantenuto per periodi più lunghi.

Lo studio ha inoltre evidenziato un aumento del tempo trascorso in attività sedentarie. In media i partecipanti hanno passato 17 minuti in più al giorno in posizione inattiva durante la fase con meno sonno, valore che è salito a quasi 30 minuti quotidiani negli uomini e nelle donne in postmenopausa. Questo dato è considerato significativo perché la sedentarietà rappresenta un fattore di rischio riconosciuto per diverse malattie croniche.

I ricercatori ricordano che molte delle precedenti ricerche sul rapporto tra sonno e obesità si erano concentrate su casi estremi, con persone costrette a dormire appena quattro ore per notte. Il nuovo lavoro, invece, ha cercato di riprodurre una condizione più vicina alla realtà quotidiana di chi dorme abitualmente cinque o sei ore, una situazione che interessa una quota consistente della popolazione adulta.

Un'analisi precedente condotta su una parte degli stessi partecipanti aveva già rilevato che una riduzione del sonno di circa 80 minuti per notte era associata a una maggiore insulino-resistenza nelle donne con rischio cardiometabolico elevato, soprattutto dopo la menopausa. Un'altra ricerca dello stesso gruppo aveva inoltre osservato un aumento dell'infiammazione a livello cardiaco in soggetti con rischio cardiovascolare elevato sottoposti a una lieve restrizione del sonno.

Gli autori sottolineano che saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi biologici che collegano il sonno insufficiente all'aumento di peso. I dati raccolti finora indicano però che dormire meno del necessario può incidere non solo sul metabolismo, ma anche sul livello di attività quotidiana e sul rischio di sviluppare malattie legate all'obesità.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Dieta della longevità: lo studio collega meno proteine a meno grasso corporeo I ricercatori guidati da Valter Longo hanno sviluppato una dieta povera di proteine e con ridotte quantità di metionina che, nei test sui topi, ha ridotto la massa grassa e la fragilità, mentre l’analisi di oltre 200mila persone ha mostrato associazioni favorevoli su obesità e diabete.

Uova e Alzheimer, uno studio collega il consumo regolare a un rischio più basso di demenza Mangiare uova con regolarità potrebbe aiutare a proteggere il cervello dall’Alzheimer.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Sonno'