Lucia Raso, la madre diffonde la foto della figlia morta e rilancia la richiesta di fare piena luce sul caso

Notizia in breve

Lucia Raso, morta a 36 anni dopo essere precipitata dalla finestra dell'abitazione del compagno a Landshut, resta al centro della battaglia della famiglia nonostante l'archiviazione definitiva dell'inchiesta. La madre ha diffuso una fotografia della figlia dopo la caduta per chiedere nuovi approfondimenti sui fatti della notte del 24 novembre 2020.

Verona
Lucia Raso, la madre diffonde la foto della figlia morta e rilancia la richiesta di fare piena luce sul caso
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La madre di Lucia Raso ha deciso di rendere pubblica una fotografia che ritrae la figlia subito dopo la caduta costata la vita alla donna, avvenuta nella notte del 24 novembre 2020 a Landshut, in Baviera. La scelta arriva dopo l'archiviazione definitiva dell'inchiesta e, nelle intenzioni della famiglia, vuole riportare l'attenzione su una vicenda che continua a lasciare interrogativi irrisolti. La donna spiega di non voler accusare nessuno, ma di chiedere che venga chiarita con certezza la dinamica dei fatti.

Originaria di Verona, Lucia Raso aveva 36 anni quando precipitò dalla finestra al primo piano dell'appartamento del compagno, dove quella sera erano presenti anche due amici dell'uomo. Gli accertamenti hanno ricostruito una serata caratterizzata dal consumo di alcol e da una discussione tra i due legata a motivi di gelosia. La Procura ha sostenuto la tesi della caduta accidentale e, dopo tre richieste di archiviazione, il giudice ha disposto la chiusura definitiva del procedimento ritenendo che gli elementi raccolti non consentissero di sostenere un'ipotesi diversa.

La madre della vittima continua però a contestare questa ricostruzione. Secondo la sua interpretazione, la posizione in cui il corpo venne ritrovato e altri particolari emersi nel corso delle indagini meritano ulteriori verifiche. Per questo motivo ha scelto di pubblicare l'immagine sul gruppo social dedicato alla memoria della figlia, sostenendo che quella fotografia possa offrire una diversa lettura di quanto accaduto.

I familiari si sono affidati a consulenti tecnici che hanno elaborato una ricostruzione alternativa, ipotizzando che la donna possa essere stata spinta e indicando alcune lesioni che, a loro giudizio, non sarebbero pienamente compatibili con una semplice caduta. Tra queste vengono citate contusioni a un avambraccio, allo zigomo e la frattura di un incisivo.

Il giudice, tuttavia, ha ritenuto che le valutazioni tecniche prodotte non siano sufficienti a dimostrare una dinamica diversa da quella sostenuta dagli inquirenti, evidenziando come le conclusioni dei consulenti non consentano di raggiungere un livello di certezza tale da sostenere un'accusa in sede penale.

Nonostante la chiusura dell'inchiesta, la famiglia di Lucia Raso annuncia di voler proseguire la propria iniziativa insieme al legale di fiducia. L'obiettivo è presentare eventuali nuovi elementi investigativi e chiedere l'acquisizione di materiale che, secondo i familiari, non sarebbe stato esaminato nel corso delle indagini. Per la madre della donna, la ricerca della verità sulla morte della figlia non si è conclusa con l'archiviazione del procedimento.

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