Torino, madre uccide la figlia e si toglie la vita: indagini sul biglietto e sulle richieste d'aiuto

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Una donna di 39 anni ha ucciso la figlia tredicenne e si è tolta la vita nel loro appartamento di Torino. I familiari sostengono che soffrisse di una grave depressione e chiedono accertamenti sull’assistenza ricevuta dopo ripetute richieste di aiuto.

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La tragedia si è consumata domenica mattina in un appartamento di via Domodossola, nel quartiere Parella di Torino, dove Maria Mihaela Belecciu, 39 anni, ha ucciso la figlia Isabella Cojorariu, di 13 anni, prima di togliersi la vita. A fare la drammatica scoperta è stata la figlia maggiore della donna, 19 anni, rientrata a casa intorno alle 11.

Secondo i primi accertamenti degli investigatori, la donna avrebbe strangolato la ragazza e successivamente si sarebbe impiccata utilizzando un laccio fissato a un letto a castello presente nella camera da letto. Gli elementi raccolti sulla scena risultano al momento compatibili con la ricostruzione dell’omicidio-suicidio.

La vicenda ha aperto interrogativi sulle condizioni psicologiche della donna e sul percorso di assistenza che avrebbe ricevuto negli ultimi mesi. I familiari, assistiti dall’avvocato Maurizio Punturieri, sostengono che Mihaela Belecciu soffrisse di una forma grave di depressione, aggravata dalla separazione dal marito, trasferitosi all’estero.

Secondo quanto riferito dai parenti, la donna avrebbe manifestato più volte il proprio disagio e in passato avrebbe già tentato di togliersi la vita. Per questo motivo la famiglia avrebbe chiesto ripetutamente un ricovero e un intervento sanitario più tempestivo. I parenti ritengono che le risposte ricevute non siano state adeguate rispetto alla gravità della situazione che stavano affrontando.

Tra gli elementi al centro delle indagini c’è anche un messaggio che la donna avrebbe lasciato alla figlia maggiore. Sul foglio sarebbe stata annotata una richiesta precisa: controllare il contenuto del suo telefono cellulare. Nel biglietto sarebbe stato indicato anche il codice necessario per accedere al dispositivo.

Lo smartphone è stato sequestrato dagli investigatori e sarà esaminato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Roberto Furlan della Procura di Torino. Gli accertamenti punteranno a ricostruire gli ultimi giorni di vita della donna e a verificare eventuali elementi utili per comprendere il contesto che ha preceduto il duplice dramma.

Nei prossimi giorni saranno eseguite le autopsie sui corpi di Maria Mihaela Belecciu e della figlia Isabella. Attraverso il proprio legale, i familiari chiedono che vengano approfondite anche le eventuali responsabilità legate all’assistenza sanitaria e psicologica ricevuta dalla donna prima della tragedia.

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