Garlasco, Stasi e la docu-serie da 500mila euro: la smentita del legale De Rensis
Alberto Stasi, affidato in prova ai servizi sociali, è al centro dell’indiscrezione su una docu-serie da oltre 500mila euro sulla sua storia; il legale Antonio De Rensis smentisce l’accordo, mentre il caso Garlasco resta aperto.
Alberto Stasi torna al centro del dibattito pubblico per una presunta trattativa legata al racconto della sua vicenda giudiziaria. Secondo un’indiscrezione attribuita al giornalista Gabriele Parpiglia, l’uomo condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avrebbe ceduto i diritti della propria storia per una docu-serie dal valore superiore a 500mila euro.
La ricostruzione parla di un progetto affidato alla casa di produzione Groenlandia e costruito non con attori, ma con la partecipazione diretta di Stasi davanti alle telecamere. Il racconto avrebbe dovuto ripercorrere il caso Garlasco dal suo punto di vista, con un compenso legato sia alla presenza nel prodotto sia alla cessione dei diritti personali.
L’ipotesi è stata però respinta dall’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi. Il legale ha escluso di essere a conoscenza di un accordo di questo tipo, ridimensionando così la portata dell’indiscrezione circolata nelle ultime ore.
La notizia arriva mentre Stasi ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa che gli consente di proseguire l’esecuzione della pena fuori dal carcere. La condanna definitiva riguarda il delitto di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco nel 2007.
Secondo quanto riportato nell’indiscrezione iniziale, l’eventuale uscita della serie non sarebbe prevista prima del 2028. La scelta dei tempi sarebbe legata anche alla situazione giudiziaria ancora aperta attorno al caso, riemerso con nuovi accertamenti e con Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati dopo la riapertura dell’inchiesta nel 2025.
Sempio, amico del fratello della vittima, è coinvolto nel nuovo filone investigativo che ha riportato il delitto di Garlasco al centro della cronaca nazionale. Al momento, sul presunto progetto televisivo, resta quindi una versione non confermata e smentita dal difensore di Stasi.
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