Rogo del Constellation, i locali dei Moretti riaprono in affitto e i risarcimenti slittano

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A Crans Montana Senso e Le Vieux-Chalet, locali dei Moretti legati al rogo del Constellation, possono riaprire in affitto. La scelta serve a evitare il fallimento dei beni sequestrati, mentre i risarcimenti potrebbero richiedere 15 anni.

Crans Montana
Rogo del Constellation, i locali dei Moretti riaprono in affitto e i risarcimenti slittano
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I ristoranti Senso di Crans-Montana e Le Vieux-Chalet di Lens, riconducibili a Jacques e Jessica Moretti, potranno riprendere l’attività attraverso un affitto a terzi. La decisione arriva sei mesi dopo l’incendio del Constellation, il locale gestito dalla coppia francese dove nella notte di Capodanno sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite.

La conferma è arrivata giovedì 2 luglio 2026 dai legali dei due imprenditori, Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod. Secondo la difesa, gli esercizi pubblici attualmente chiusi saranno affidati a un altro gestore, che pagherà un canone di locazione e si farà carico delle spese necessarie a conservare gli immobili e le attività.

I coniugi Moretti sono indagati nell’inchiesta penale aperta dopo il rogo del Constellation per ipotesi legate a omicidio, lesioni e incendio colposo. Dopo la tragedia, le autorità hanno sequestrato i loro beni. La riapertura dei due ristoranti viene presentata dai legali come una misura per evitare il fallimento delle società e mantenere un patrimonio che in futuro potrebbe servire anche ai risarcimenti.

La prospettiva del ritorno in attività ha provocato una forte reazione pubblica. Una petizione online contro la riapertura ha superato le 25 mila firme e, secondo gli avvocati, il caso ha generato anche insulti e minacce rivolte alla coppia.

Sul fronte giudiziario, i tempi per arrivare ai risarcimenti definitivi rischiano di essere molto lunghi. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha indicato che la procedura civile potrebbe non chiudersi prima di quindici anni. Nel procedimento penale risultano coinvolte quindici persone, tra cui i Moretti e alcuni rappresentanti del Comune, per presunte negligenze legate alla sicurezza del locale.

Il Comune teme di dover affrontare richieste economiche molto pesanti e sta valutando la creazione di riserve finanziarie annuali per non mettere sotto pressione i conti locali. Le somme chieste dalle famiglie e dai feriti sono infatti molto superiori agli anticipi già predisposti dalle autorità.

Il Vallese ha previsto un primo sostegno di 50 mila franchi svizzeri per vittima, con successivo rimborso da parte delle autorità federali. Entro la fine di giugno risultavano effettuati 88 pagamenti sui 125 previsti. Tra le richieste più alte figura quella di una famiglia con due figli gravemente feriti, che ha chiesto complessivamente 56 milioni di franchi per i danni fisici e psicologici subiti.

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