Terremoto in Venezuela, il vigile del fuoco italiano ricorda l'Irpinia e guida la ricerca dei superstiti

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Andrea Marino, vigile del fuoco italiano impegnato nei soccorsi in Venezuela dopo il violento terremoto, coordina le ricerche dei superstiti tra gli edifici crollati. Il ricordo del sisma dell'Irpinia vissuto da bambino accompagna oggi il suo lavoro nelle aree devastate.

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Il ricordo del terremoto dell'Irpinia del 1980 è rimasto impresso nella memoria di Andrea Marino fin dall'infanzia. Oggi quell'esperienza assume un significato particolare: l'ingegnere, in servizio nella Direzione regionale Umbria dei vigili del fuoco, fa parte della missione italiana impegnata nelle operazioni di soccorso nelle zone del Venezuela devastate dal sisma.

Marino ricopre il ruolo di vice comandante di una squadra specializzata nell'individuazione delle aree dove potrebbero trovarsi persone ancora vive sotto le macerie. Dopo ogni verifica, le informazioni vengono trasmesse alle unità operative che intervengono per tentare il recupero dei superstiti. Con il trascorrere delle ore, spiega, le probabilità di trovare persone in vita diminuiscono, anche se la speranza non viene mai meno.

Il vigile del fuoco ha già preso parte ai soccorsi dopo il terremoto che ha colpito la Turchia e mette a confronto le due emergenze. In quel caso il sisma aveva interessato un territorio molto più esteso, mentre in Venezuela l'area coinvolta è più circoscritta. Gli effetti dei crolli, però, presentano caratteristiche simili e richiedono le stesse procedure di ricerca e intervento.

Lo scenario che la squadra italiana si trova davanti è segnato da edifici collassati e vaste aree distrutte. Marino osserva che la situazione è molto diversa da quella affrontata in Umbria nel terremoto del 2016, dove non si registrarono vittime. Per alcuni aspetti, invece, i crolli ricordano quelli osservati ad Arquata del Tronto e in altre località marchigiane, con una differenza sostanziale: in Venezuela molti degli immobili coinvolti sono palazzi di decine di piani e la devastazione interessa una superficie molto più ampia.

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