Attentato a Monaco, esplode un ordigno in un palazzo: tre feriti e indagini sulla pista Ermolaev
Tre persone sono rimaste ferite nell'esplosione di un ordigno in un palazzo del Principato di Monaco. Due adulti sono in condizioni gravissime, mentre un ragazzo di 13 anni è rimasto ferito in modo meno serio. Le indagini puntano su un attentato con possibile obiettivo la famiglia dell'imprenditore ucraino Vadim Ermolaev.
Un'esplosione provocata da un ordigno ha sconvolto il Principato di Monaco nella serata di lunedì 29 giugno. Il bilancio è di tre feriti, due dei quali in condizioni gravissime. L'esplosione si è verificata poco prima delle 21 all'ingresso di un edificio residenziale tra Boulevard d'Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a pochi passi dal confine con la Francia. Le autorità parlano di un'azione deliberata e hanno avviato un'indagine per attentato.
Tra i feriti ci sono due adulti, entrambi tra i 50 e i 60 anni e ricoverati in pericolo di vita, oltre a un ragazzo di 13 anni che ha riportato lesioni meno gravi. Le autorità monegasche non hanno confermato ufficialmente l'identità delle vittime, ma diverse informazioni raccolte durante l'inchiesta indicano che potrebbero appartenere alla famiglia dell'imprenditore ucraino Vadim Ermolaev, residente nel Principato.
Secondo i primi accertamenti, l'ordigno era stato nascosto all'interno di una borsa o di un pacco lasciato nell'atrio del palazzo. Gli investigatori hanno trovato bulloni e pallini metallici tra i resti dell'esplosivo, elementi che fanno ritenere fosse stato costruito per aumentare il potenziale offensivo. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza avrebbero ripreso un uomo mentre abbandonava il pacco e si allontanava a piedi in direzione di Beausoleil, sul versante francese.
Per rintracciare il responsabile è stato attivato un vasto dispositivo di sicurezza che coinvolge anche le forze di polizia francesi. Agenti della polizia giudiziaria delle Alpi Marittime, unità della BAC di Nizza, pattuglie di Mentone e gendarmi hanno rafforzato i controlli lungo le principali vie di accesso, mentre testimoni hanno fornito elementi ritenuti utili per l'identificazione del sospettato.
Il ministro di Stato Christophe Mirmand ha definito l'accaduto con ogni probabilità un attentato, parlando di un episodio senza precedenti nella storia del Principato. Anche il principe Alberto II ha condannato l'esplosione, definendola un grave atto criminale e assicurando il massimo impegno delle istituzioni per garantire la sicurezza della comunità. Sul posto sono intervenuti circa cinquanta vigili del fuoco, affiancati da rinforzi francesi, e 84 agenti della pubblica sicurezza per mettere in sicurezza l'area e assistere i feriti.
Ermolaev è sottoposto a sanzioni imposte dall'Ucraina dal dicembre 2023. Secondo quanto emerso in precedenza da fonti ucraine, il provvedimento sarebbe legato alla prosecuzione di attività commerciali nel settore degli alcolici in Crimea, territorio occupato dalla Russia. Gli investigatori, che proseguono gli accertamenti, non hanno ancora confermato un collegamento diretto tra questo elemento e il movente dell'attacco.
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