Strage di Casalotti, caccia a Shahadat Hossain: la pista dell'ossessione per Jahan
A Roma una famiglia originaria del Bangladesh è stata sterminata in via Montiglio: uccisi padre, madre e figlia, ferito il figlio ventenne. La polizia cerca Shahadat Hossain e indaga su un movente passionale.
La polizia cerca Shahadat Hossain, 43 anni, indicato come il presunto autore del triplice omicidio avvenuto nella tarda serata di venerdì 26 giugno 2026 in un appartamento di via Montiglio 35, alla periferia ovest di Roma. Nell’abitazione sono stati trovati senza vita Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosne Jahan Momotaj, 38, e la loro figlia minorenne, uccisi con un’arma da taglio. Il figlio ventenne della coppia, Amir Hossain Ayan, è sopravvissuto all’aggressione ed è stato ricoverato al Policlinico Gemelli.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane sarebbe rientrato a casa dopo il lavoro e avrebbe scoperto i corpi dei familiari. Subito dopo avrebbe affrontato l’aggressore in una colluttazione violenta, riuscendo poi a uscire dall’appartamento e a chiedere aiuto. Le sue indicazioni hanno orientato le ricerche sul connazionale della famiglia, che dopo il massacro si sarebbe allontanato dalla zona.
Gli accertamenti puntano anche sul possibile movente passionale. Hossain, arrivato a Roma da alcuni mesi dopo un periodo in Inghilterra, conosceva bene le vittime e frequentava la casa di via Montiglio. Kamal lo avrebbe aiutato a trovare un posto letto, mettendolo in contatto con altri connazionali. Proprio quel rapporto di fiducia, secondo chi indaga, potrebbe aver aperto al sospettato le porte dell’abitazione.
Nella comunità bengalese del quartiere circolavano da tempo voci su una presunta relazione tra l’uomo ricercato e Jahan. Alcuni conoscenti raccontano di averli visti spesso insieme, anche per commissioni quotidiane, e di aver notato una presenza sempre più assidua di Hossain nella vita della donna. La pista seguita dagli investigatori è quella di un’ossessione cresciuta nel tempo e degenerata dopo un rifiuto.
Chi lavora nella zona riferisce episodi che ora vengono riletti alla luce della strage. Il sospettato sarebbe stato visto seguire Jahan durante le uscite e accompagnarla quando andava a fare la spesa con la bambina. In un bar vicino casa, secondo alcuni gestori, entrava senza consumare e restava a osservare, come se volesse controllare gli spostamenti della donna.
Anche Amir avrebbe parlato ai soccorritori di tensioni precedenti tra la sua famiglia e Shahadat Hossain. Il padre, secondo il racconto attribuito al ragazzo, avrebbe voluto allontanare l’uomo dalla cerchia dei conoscenti. Gli investigatori stanno verificando tabulati telefonici, immagini delle telecamere e tracce raccolte nell’appartamento e nelle scale del palazzo.
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