Milano Pride con caldo record, Schlein ricorda Mirko Moriconi e chiede nuove tutele
Il Milano Pride è partito con orario ritardato per il caldo estremo e presidi sanitari lungo il percorso. Elly Schlein ha partecipato al corteo e ha legato il caso Mirko Moriconi alla richiesta di tutele contro l’omotransfobia.
Il Milano Pride ha aperto il corteo tra temperature eccezionali, con il termometro arrivato a 38 gradi e una percezione vicina ai 42. La parata, nel giorno del 25esimo anniversario della manifestazione, è partita più tardi rispetto al programma iniziale per ridurre i rischi legati al caldo e permettere ai partecipanti di sfilare nelle ore meno esposte.
Gli organizzatori hanno predisposto una rete di supporto lungo il percorso, con indicazioni su fontanelle, zone d’ombra e punti sanitari. La scelta di ritardare la partenza è stata accolta con favore da molti partecipanti, arrivati da Milano e da altre città lombarde con ventagli arcobaleno, abiti leggeri e acqua al seguito. Tra chi sfilava è tornata anche l’idea di valutare, per le prossime edizioni, una data meno esposta alle ondate di calore.
Il corteo ha attraversato il centro cittadino fino all’area dell’Arco della Pace, confermando la parata nonostante l’emergenza caldo. Per molti manifestanti, rinunciare all’appuntamento avrebbe mandato un segnale sbagliato proprio in una giornata dedicata ai diritti delle persone Lgbtq+ e alla visibilità pubblica della comunità.
Alla manifestazione si è presentata anche Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico, arrivata al carro del Pd prima della partenza, ha partecipato alla parata milanese pur avendo in agenda anche un impegno politico a Parma nella stessa giornata. La sua presenza ha riportato al centro del dibattito il tema delle tutele contro odio e discriminazioni.
Schlein ha ricordato Mirko Moriconi, il 24enne ucciso il 24 giugno a Pieve di Camaiore insieme alla madre. La leader dem ha collegato il caso al tema dell’omotransfobia, richiamando anche un post in cui il giovane aveva scritto che per suo padre sarebbe stato meglio morto che gay. Per Schlein, tragedie di questo tipo mostrano perché i Pride continuino ad avere un ruolo politico e sociale.
La segretaria del Pd ha poi rilanciato la richiesta di una legge contro l’omobilesbotransfobia, tornando sul Ddl Zan affossato in Parlamento. Ha citato anche il ritardo dell’Italia nel riconoscimento dei diritti Lgbtq+, ricordando la posizione 36 su 49 nella classifica europea di Ilga-Europe, e ha indicato tra le priorità il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali e l’educazione all’affettività e al rispetto nelle scuole.
In diretta dal Milano Pride 2026 L'intervista a The Miss

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