Delitto di Garlasco, nuova consulenza sulla camminata di Stasi e revisione dopo l'estate
La nuova consulenza sulla camminata di Alberto Stasi riapre il confronto sul delitto di Garlasco: per la famiglia Poggi non avrebbe potuto attraversare il corridoio senza sporcare le scarpe; la decisione sulla revisione è attesa dopo l’estate.
Il caso Garlasco torna al centro del confronto giudiziario per una nuova consulenza tecnica commissionata dai legali della famiglia di Chiara Poggi. Lo studio riguarda il percorso che Alberto Stasi disse di avere compiuto nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007, quando trovò il corpo della fidanzata. Il punto decisivo resta lo stesso: era possibile passare nel corridoio senza sporcare le suole delle scarpe con il sangue presente sul pavimento?
Secondo la ricostruzione del consulente Fabio Falleti, la risposta sarebbe negativa. L’analisi si concentra sul disimpegno della casa, largo 134 centimetri, e tiene conto della porta trovata aperta quasi ad angolo retto dai carabinieri, della posizione delle tracce ematiche e dello spazio effettivo rimasto per il passaggio. Una volta sottratti gli ingombri, il varco utile sarebbe stato di circa 34 centimetri, ritenuto troppo stretto per camminare senza intercettare le macchie.
La consulenza contesta anche alcuni aspetti delle ricostruzioni precedenti. In particolare, viene richiamata la presenza della porta che separava il soggiorno dal corridoio, elemento che avrebbe potuto condizionare la traiettoria dei passi, spingendola verso la parte centrale del passaggio. In quel punto, secondo questa valutazione, sarebbe stato più difficile evitare il sangue sul pavimento.
Un altro dettaglio riguarda un elastico nero riconducibile a Chiara Poggi, rimasto su una mattonella del corridoio dopo l’aggressione. Per i consulenti della famiglia, la posizione dell’oggetto sarebbe incompatibile con l’ipotesi di un appoggio del piede in quel punto, perché l’elastico non risultò schiacciato o spostato.
Sul piano processuale, resta aperto il tema della possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi. Gli atti trasmessi dalla Procura di Pavia sono ora al vaglio della Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, anche in relazione al nuovo filone d’indagine che coinvolge Andrea Sempio.
La valutazione non avrà tempi brevi. L’esame della documentazione dovrebbe occupare l’intera estate e la scelta sull’eventuale iniziativa per la revisione del processo non è attesa prima di settembre 2026. Fino ad allora, la nuova consulenza sulla camminata resta uno degli elementi più discussi nel confronto tra le parti.
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