Delitto di Garlasco, revisione processo Stasi e nuovo sospettato Sempio: possibile risarcimento fino a 4 milioni

Il caso Garlasco dopo nuovi accertamenti sul delitto di Chiara Poggi e la possibile revisione del processo a carico di Alberto Stasi, adesso emergono elementi che potrebbero cambiare il quadro e aprire a un maxi risarcimento.

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Delitto di Garlasco, revisione processo Stasi e nuovo sospettato Sempio: possibile risarcimento fino a 4 milioni

Il caso del delitto di Garlasco riemerge con sviluppi che potrebbero modificare in modo radicale quanto stabilito finora sulla morte di Chiara Poggi. La Procura di Pavia sta lavorando per arrivare alla revisione della sentenza che nel 2015 ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di carcere, pena che l’uomo ha quasi interamente scontato ed è ora in semilibertà.

La nuova fase delle indagini prende forza dopo un confronto tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Da oltre un anno i magistrati stanno esaminando materiali e accertamenti emersi da un’indagine parallela, con l’obiettivo di verificare eventuali errori nella ricostruzione originaria.

In un primo momento, gli inquirenti avevano ipotizzato un concorso nel delitto tra Stasi e Andrea Sempio, conoscente del fratello della vittima. Questa ipotesi è servita anche per consentire approfondimenti tecnici, ma nelle ultime valutazioni Sempio appare come l’unico possibile responsabile secondo il nuovo impianto investigativo.

Tra gli elementi più rilevanti ci sono i risultati delle analisi sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la linea paterna di Sempio. Le nuove perizie medico-legali indicano inoltre un orario della morte diverso rispetto a quello stabilito nei processi precedenti. Sono state eseguite anche verifiche biologiche sui pedali della bicicletta di Stasi, già al centro delle indagini negli anni passati.

Nonostante questi riscontri, la Procura generale di Milano mantiene una posizione prudente. L’esame degli atti richiederà tempo prima di arrivare a una decisione sulla richiesta formale di revisione davanti alla Corte d’Appello.

Se il procedimento dovesse concludersi con l’assoluzione definitiva di Stasi, si aprirebbe il capitolo del risarcimento per errore giudiziario. Le stime parlano di una cifra compresa tra i tre e i quattro milioni di euro, superiore a quella prevista per l’ingiusta detenzione, poiché in questi casi non esistono limiti massimi fissati dalla legge.

Nel conteggio rientrerebbero sia il periodo trascorso in carcere, pari a circa undici anni, sia gli oltre 850 mila euro già versati alla famiglia Poggi come risarcimento. Per recuperare questa somma sarebbe necessario un ulteriore procedimento civile, passaggio che diventerebbe inevitabile in caso di piena riabilitazione.

L’eventuale indennizzo complessivo ricadrebbe sullo Stato, chiamato a rispondere delle conseguenze economiche e personali legate a una possibile condanna ritenuta oggi non corretta.

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