Lorenzo Spasiano, l'ultimo saluto a Miano tra applausi e l'appello del parroco contro la violenza

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Lorenzo Spasiano è stato salutato da centinaia di persone nella chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo a Miano, a Napoli, durante i funerali del 21enne ucciso con un colpo di pistola al petto. Il parroco ha chiesto un cambiamento concreto contro la violenza e il sangue innocente.

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Un lungo applauso ha accolto la bara bianca di Lorenzo Spasiano nella chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo, a Miano, dove familiari, amici e residenti si sono riuniti per dare l'ultimo saluto al giovane operaio di 21 anni ucciso con un colpo di pistola al petto nei pressi della sua abitazione. Il delitto è avvenuto nella notte del 23 giugno e le indagini sono ancora in corso per chiarire movente e responsabilità.

Già prima dell'inizio della celebrazione la chiesa e l'area esterna erano affollate da centinaia di persone. All'esterno era stato esposto uno striscione dedicato al ragazzo, mentre molti presenti indossavano magliette bianche con la sua fotografia e una dedica in suo ricordo. Tra i banchi erano presenti anche i colleghi dell'azienda di ponteggi per cui lavorava, riuniti con le loro divise arancioni. Prima della funzione la comunità si è raccolta nella preghiera del rosario, mentre sul sagrato erano pronti decine di palloncini bianchi da liberare al termine delle esequie.

Durante l'omelia, padre Salvatore ha ricordato Lorenzo come un «ragazzo di pace», estraneo alla criminalità e conosciuto come un giovane onesto e lavoratore. Il sacerdote ha parlato di «sangue innocente» versato in un quartiere che ha già pagato un prezzo troppo alto alla violenza, rivolgendo un invito alla comunità ad andare oltre il dolore e a cambiare mentalità.

Il momento più intenso della celebrazione è arrivato quando il parroco ha pronunciato con forza la parola «basta», chiedendo di fermare la spirale di violenza che continua a colpire i giovani. L'intera assemblea ha risposto con un applauso prolungato, condividendo il suo appello.

Nel corso della funzione è stato letto anche il messaggio inviato dall'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, impossibilitato a partecipare. Nel testo ha espresso il proprio dolore per l'assenza e ha ricordato che ogni giovane ucciso rappresenta una speranza perduta, invitando la città a costruire un futuro capace di offrire opportunità e speranza alle nuove generazioni.

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