Terremoto in Venezuela, le faglie tra due placche dietro la doppia scossa
Il terremoto in Venezuela è stato causato dallo scorrimento tra placca Caraibica e Sudamericana, con due scosse ravvicinate e superficiali che hanno amplificato i danni. Nessun legame con il sisma avvenuto poco dopo in Giappone.
Il violento terremoto che ha colpito il Venezuela è legato al movimento tra la placca Caraibica, a nord, e quella Sudamericana, a sud. Lo scorrimento orizzontale tra le due placche ha attivato un sistema di faglie complesso, generando due scosse molto ravvicinate e capaci di produrre effetti pesanti su edifici e infrastrutture.
Secondo i dati disponibili, i due eventi sismici sono avvenuti a breve distanza temporale, separati da circa 39 secondi, e con epicentri distanti pochi chilometri. La sequenza ha compreso una prima scossa forte e un secondo terremoto di magnitudo superiore, in una dinamica che gli esperti avvicinano ai grandi eventi sismici multipli già osservati in altre aree del mondo.
A rendere più gravi le conseguenze è stata soprattutto la profondità ridotta. Un terremoto superficiale trasmette l’energia con maggiore intensità alle zone abitate vicine all’epicentro e può provocare uno scuotimento molto forte del suolo. Per questo la combinazione tra doppia scossa, magnitudo elevata e ipocentro poco profondo rappresenta uno scenario particolarmente critico.
Salvatore Stramondo, direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha spiegato che il Venezuela si trova in una regione sismicamente complessa, lungo il margine tra due placche che scorrono lateralmente una rispetto all’altra. In queste condizioni, la rottura di un tratto di faglia può trasferire tensione a strutture vicine e favorire un secondo evento.
I dati iniziali potranno essere affinati con l’integrazione delle rilevazioni raccolte da diverse reti sismiche. La ricostruzione precisa della sequenza servirà a chiarire meglio quali faglie siano state coinvolte e come si sia propagata la rottura. In aree con una rete locale meno fitta, le prime stime possono infatti essere riviste man mano che arrivano nuove misurazioni.
Il Venezuela non è nuovo a terremoti di forte intensità. Il Paese si trova lungo una fascia tettonica attiva e nella sua storia ha già registrato eventi distruttivi, compreso il sisma che colpì Caracas il 29 ottobre 1900. La posizione geografica e la struttura delle faglie rendono possibile la ripetizione di scosse importanti anche a distanza di molti anni.
Non risulta invece alcun collegamento con il terremoto registrato poco dopo al largo del Giappone, a est di Honshu. La vicinanza temporale tra due eventi sismici in aree molto lontane può far pensare a una relazione, ma in questo caso si tratta di fenomeni distinti, generati da sistemi tettonici diversi e indipendenti.
Así fue el fuerte terremoto de 7.1 que remeció Venezuela El Comercio

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