Delitto di Garlasco, un testimone racconta di una donna in bici e denuncia minacce

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Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 e ora un uomo sostiene di aver visto una giovane bionda in bicicletta nelle ore del delitto. Il testimone racconta di aver ricevuto minacce dopo aver riferito la sua versione ai carabinieri e ribadisce la volontà di confermare ogni dettaglio.

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Un uomo che afferma di trovarsi a Garlasco il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, ha deciso di rendere pubblica la propria testimonianza mostrando il volto in televisione. Dopo essere intervenuto nei giorni scorsi in forma anonima, ha ribadito di essere pronto a sostenere davanti agli investigatori la veridicità del suo racconto.

Secondo quanto riferito, si trovava nel comune pavese per motivi di lavoro legati all’allestimento di un importante evento previsto per Ferragosto presso la discoteca Le Rotonde. Arrivato con alcuni giorni di anticipo, avrebbe trascorso parte della mattinata passeggiando per il paese, che ricorda come quasi completamente deserto a causa del periodo festivo.

Nel corso di quella passeggiata, racconta di aver incrociato soltanto poche persone. Tra queste, una giovane donna bionda in bicicletta che gli sarebbe rimasta particolarmente impressa. Il testimone sostiene di averla osservata mentre pedalava a velocità elevata e di aver incrociato il suo sguardo. Non parla di una fuga, ma descrive una persona che appariva molto agitata e con una forte urgenza di allontanarsi.

Nel suo racconto fornisce anche alcuni dettagli sull’aspetto della donna. Ricorda un abbigliamento scuro composto da maglia e pantaloni neri, occhiali appoggiati sulla testa e una bicicletta nera con raggi metallici che riflettevano la luce.

L’uomo ha spiegato di non aver contattato gli investigatori all’epoca dei fatti. Solo negli ultimi anni avrebbe deciso di farsi avanti, sostenendo di essere stato spinto dal desiderio di contribuire a fare chiarezza su una vicenda che, a suo giudizio, presenta ancora aspetti poco comprensibili. Ha inoltre dichiarato di essere disposto a rispondere a eventuali contestazioni da parte delle autorità e a fornire ulteriori elementi utili alle verifiche.

Tra le questioni affrontate c’è anche quella relativa ai controlli effettuati dagli investigatori sui suoi recapiti telefonici. Il testimone sostiene che nel periodo in questione utilizzasse più numeri e che potrebbe aver indicato inizialmente quello sbagliato, precisando di essere disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie per eventuali accertamenti.

Particolarmente grave il racconto relativo a un episodio che sarebbe avvenuto dopo la sua deposizione. L’uomo afferma che, nonostante gli fosse stato garantito il riserbo investigativo, circa venti giorni dopo si sarebbero presentate davanti alla sua abitazione due persone sconosciute. Secondo la sua versione, i due lo avrebbero invitato a non occuparsi della vicenda di Garlasco, accompagnando il messaggio con una minaccia. Dopo il breve colloquio, si sarebbero allontanati a bordo di una Volkswagen Polo nera.

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