Giovanni Malagò alla guida della Figc, Conte e Maldini tra le prime idee per la Nazionale
Giovanni Malagò è stato eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti e avvia il nuovo corso del calcio italiano. Tra le prime mosse emergono le ipotesi di Antonio Conte commissario tecnico e Paolo Maldini direttore tecnico della Nazionale.
La Federazione italiana gioco calcio ha un nuovo presidente. Giovanni Malagò è stato eletto alla guida della Figc durante l’assemblea svolta a Roma, ottenendo il 68,58% delle preferenze tra i 266 delegati presenti. Il dirigente romano, 67 anni, succede dopo una lunga esperienza ai vertici dello sport italiano, maturata in particolare alla presidenza del Coni e in diversi incarichi nazionali e internazionali.
Il risultato elettorale è andato oltre le previsioni della vigilia. Il principale sfidante, Giancarlo Abete, si è fermato al 29,17% dei voti, mentre le schede bianche hanno rappresentato il 2,25% del totale. Determinante è stato il sostegno raccolto da Malagò anche in settori che storicamente avevano mostrato vicinanza ad Abete, compresa una parte significativa del mondo dilettantistico.
Tra i primi temi affrontati dal nuovo presidente c’è il futuro della Nazionale italiana. Le indiscrezioni indicano Antonio Conte come principale candidato per la panchina azzurra, con Paolo Maldini destinato a ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Un progetto che sarebbe già in fase avanzata e che rappresenterebbe una svolta significativa nell’organizzazione tecnica della selezione nazionale. Resta comunque aperta anche l’ipotesi di un ritorno di Roberto Mancini, il cui nome continua a essere preso in considerazione.
Nel programma del nuovo corso federale figura inoltre la revisione del diritto di veto interno, considerato da molti uno degli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato diverse riforme del sistema calcistico. Malagò ha indicato la necessità di intervenire per rendere più rapide ed efficaci le decisioni strategiche della federazione.
Non mancano i dossier legati ai rapporti istituzionali. Al centro del confronto c’è la scelta governativa di destinare alla Serie A femminile una quota dell’1% dei fondi della mutualità precedentemente assegnata ai settori giovanili. Una decisione contestata da diversi rappresentanti del calcio professionistico e dilettantistico. Il nuovo presidente della Figc intende affrontare la questione insieme ai vertici delle leghe professionistiche già nei prossimi incontri con il ministro competente.
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