Keir Starmer lascia il governo, Andy Burnham favorito per diventare il nuovo premier britannico
Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader laburista e primo ministro, avviando una successione che potrebbe chiudersi già a luglio. Andy Burnham, rientrato alla Camera dei Comuni e sostenuto da Wes Streeting, è il favorito per arrivare a Downing Street.
Le dimissioni di Keir Starmer aprono una nuova fase politica nel Regno Unito e potrebbero portare rapidamente Andy Burnham alla guida del governo. Il primo ministro uscente resterà in carica fino alla conclusione della procedura interna del Partito Laburista, ma gli ultimi sviluppi rendono sempre più concreta una transizione in tempi brevi.
La scelta di Starmer arriva dopo un periodo segnato da difficoltà politiche, perdita di consenso e tensioni all'interno del Labour. A incidere sul quadro è stato anche il successo ottenuto da Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield, risultato che gli ha consentito di tornare alla Camera dei Comuni e di candidarsi alla leadership del partito.
Il percorso per individuare il successore prenderà ufficialmente il via il 9 luglio. Le candidature dovranno essere presentate entro una settimana e ciascun aspirante leader dovrà ottenere il sostegno di almeno 81 deputati laburisti. In presenza di più candidati, la scelta finale passerebbe agli iscritti attraverso una consultazione prevista durante l'estate, con la nomina del nuovo leader entro la ripresa dei lavori parlamentari a settembre.
Al momento, però, questa ipotesi appare meno probabile. Wes Streeting, considerato fino a poco tempo fa il principale rivale di Burnham, ha deciso di non partecipare alla corsa e ha annunciato il proprio sostegno all'ex sindaco della Greater Manchester. Una mossa che riduce sensibilmente le possibilità di una competizione interna e rafforza la posizione del candidato favorito.
Se nessun altro esponente riuscirà a raccogliere il numero necessario di adesioni tra i parlamentari laburisti, Burnham potrebbe essere proclamato leader già il 17 o il 18 luglio. In quel caso assumerebbe immediatamente la carica di primo ministro senza la necessità di una votazione tra gli iscritti al partito.
L'eventuale arrivo di Burnham a Downing Street avrebbe anche un significato storico. Diventerebbe infatti il primo premier cattolico della storia britannica. In passato lo stesso Burnham ha spiegato di non considerarsi particolarmente religioso, pur riconoscendo nella dottrina sociale cattolica uno degli elementi che hanno influenzato la sua visione politica.
Nel panorama dei precedenti primi ministri britannici, Tony Blair si convertì al cattolicesimo soltanto dopo aver lasciato l'incarico, mentre Boris Johnson, battezzato cattolico durante l'infanzia, aderì successivamente alla Chiesa anglicana.
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