Thomas Mahler attacca Game Pass, per il creatore di Ori il problema è la qualità dei giochi
Microsoft Game Pass torna al centro del dibattito dopo le critiche del fondatore di Moon Studios. Thomas Mahler sostiene che il rallentamento del servizio dipenda dalla qualità dei giochi offerti e non dal modello in abbonamento, mettendo in discussione alcune scelte di Xbox.
Le strategie di Xbox Game Pass sono finite nuovamente sotto esame dopo le dichiarazioni di Thomas Mahler, amministratore delegato di Moon Studios e creatore della serie Ori. Il manager ha espresso forti perplessità sul modo in cui Microsoft ha sviluppato il proprio servizio in abbonamento, sostenendo che le difficoltà incontrate negli ultimi anni siano legate soprattutto alla qualità dei titoli presenti nel catalogo.
Le osservazioni di Mahler arrivano in una fase delicata per la divisione gaming di Microsoft. L’ultimo dato ufficiale diffuso dall’azienda risale all’inizio del 2024 e indicava 34 milioni di iscritti a Game Pass. Da allora la crescita del servizio ha mostrato segnali di rallentamento e gli aumenti di prezzo introdotti negli ultimi mesi hanno contribuito alla perdita di una parte degli abbonati.
La discussione è nata sui social dopo un intervento di George Broussard, fondatore di 3D Realms, che si interrogava sulle numerose acquisizioni effettuate da Microsoft negli ultimi anni. Secondo Mahler, il vero problema non sarebbe il modello in abbonamento, ma l’incapacità di offrire con continuità produzioni abbastanza forti da convincere gli utenti a mantenere attiva la sottoscrizione mese dopo mese.
Per spiegare il proprio punto di vista, il dirigente ha paragonato il settore videoludico a quello dello streaming televisivo. A suo giudizio, piattaforme come HBO riescono a trattenere gli utenti grazie a produzioni considerate imperdibili. Nel mercato dei videogiochi, però, la presenza costante di nuove uscite di alto livello sarebbe ancora più determinante, perché i giocatori tendono a cercare esperienze sempre diverse e innovative.
Tra gli esempi citati da Mahler c’è anche Starfield, il grande progetto sviluppato da Bethesda dopo l’acquisizione dello studio da parte di Microsoft. Il manager ha lasciato intendere che il titolo non abbia soddisfatto le aspettative create negli anni precedenti al lancio, diventando per molti giocatori il simbolo delle difficoltà incontrate da alcuni dei più importanti team interni di Xbox.
Secondo il fondatore di Moon Studios, Microsoft dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla capacità di riconoscere e valorizzare i progetti più ambiziosi. A suo avviso, gli sviluppatori dovrebbero essere incentivati a creare produzioni capaci di distinguersi sul mercato, invece di limitarsi a fornire un flusso costante di contenuti considerati ordinari. In questo contesto è arrivato anche il controverso paragone con il comunismo, utilizzato per descrivere un sistema che, secondo lui, ridurrebbe la spinta a eccellere.
I risultati ottenuti nelle classifiche annuali degli editori elaborate da Metacritic mostrano un percorso altalenante. Dopo il primo posto conquistato nel 2021 grazie a titoli come Forza Horizon 5, Psychonauts 2 e Microsoft Flight Simulator, Microsoft è uscita dalla top ten nel 2022 e nel 2023. Nel 2024 Bethesda è rientrata tra i migliori editori, mentre nel 2025 Microsoft ha recuperato terreno raggiungendo la quinta posizione.
Le parole di Mahler si inseriscono inoltre nel dibattito sulle indiscrezioni riguardanti possibili riorganizzazioni interne e il futuro di alcuni studi collegati all’ecosistema Xbox. Per il dirigente, la sostenibilità di un servizio in abbonamento dipende soprattutto dalla capacità di proporre giochi in grado di trasformarsi in eventi per il pubblico, spingendo gli utenti a considerare indispensabile l’accesso alla piattaforma.
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