Carcere di Prato, detenuto condannato per stupro su minore ottiene sconto di pena e risarcimento

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Un detenuto pakistano condannato per violenza sessuale su un minore ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze uno sconto di 199 giorni di pena e un risarcimento economico dopo che il carcere di Prato è stato ritenuto non conforme agli standard minimi di spazio previsti dalla legge.

Prato
Carcere di Prato, detenuto condannato per stupro su minore ottiene sconto di pena e risarcimento
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Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha riconosciuto una riduzione della pena pari a 199 giorni a un detenuto pakistano di 61 anni, condannato in via definitiva a 12 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di un minore, reato commesso insieme alla moglie. La decisione è legata alle condizioni di detenzione riscontrate nel carcere della Dogaia di Prato, dove l'uomo si trova dal 2017.

Secondo quanto accertato dai giudici, il detenuto ha trascorso 2.026 giorni in una cella progettata per due persone ma occupata da quattro detenuti. Questa situazione ha comportato la disponibilità di uno spazio personale inferiore ai tre metri quadrati, limite minimo indicato dalla normativa e dalla giurisprudenza per garantire condizioni detentive dignitose.

L'avvocato difensore, Andrea Palazzeschi, aveva segnalato nel corso del tempo ulteriori criticità all'interno dell'istituto penitenziario, tra cui l'assenza di acqua calda, problemi di riscaldamento durante i mesi invernali, temperature elevate in estate e limitate opportunità di partecipare ad attività ricreative. Tuttavia il tribunale ha ritenuto fondata la richiesta esclusivamente per quanto riguarda il sovraffollamento e l'insufficienza dello spazio disponibile.

Applicando il criterio previsto dalla legge, che riconosce un giorno di riduzione della pena ogni dieci giorni trascorsi in condizioni considerate degradanti, i giudici hanno disposto lo sconto complessivo di 199 giorni. Oltre alla riduzione della detenzione, è stato riconosciuto anche un indennizzo economico di 288 euro riferito ad altri sedici giorni trascorsi in condizioni ritenute non adeguate.

Nonostante il beneficio ottenuto, l'uomo non lascerà immediatamente il carcere. La fine della pena residua resta infatti prevista per il dicembre del 2027, anche dopo il ricalcolo disposto dal Tribunale di Sorveglianza.

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