Baby gang nel Cagliaritano, perquisiti cinque minorenni accusati di perseguitare anziani e disabili
Una baby gang composta da cinque minorenni tra i 14 e i 16 anni è finita sotto indagine nell’area di Cagliari per presunti atti persecutori contro anziani e persone con disabilità. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato cellulari e computer per analizzare i video diffusi sui social.
Per mesi avrebbero tormentato anziani e persone con disabilità con insulti, pedinamenti, lanci di oggetti e incursioni nei pressi delle loro abitazioni, registrando ogni episodio con i telefoni cellulari per poi pubblicare i filmati sui social network. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato la Procura per i minorenni di Cagliari ad aprire un’inchiesta nei confronti di cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni.
I carabinieri della Compagnia di Cagliari e della Stazione di Assemini hanno eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni dei giovani, residenti nell’area metropolitana del capoluogo sardo. I minorenni risultano indagati per atti persecutori.
L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata da una delle presunte vittime, che avrebbe raccontato ai militari di essere stata oggetto di continue intimidazioni. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito di ricostruire l’attività di un gruppo di adolescenti che, secondo gli investigatori, sarebbe stato attivo da circa un anno.
Le persone prese di mira sarebbero state scelte tra soggetti particolarmente vulnerabili. Tra gli episodi contestati figurano inseguimenti, offese, minacce, danneggiamenti alle abitazioni e il lancio di sassi, bottiglie e rifiuti. I ragazzi si sarebbero spostati soprattutto utilizzando biciclette e monopattini elettrici.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, molte delle azioni sarebbero state riprese e successivamente condivise online, in particolare su TikTok e Instagram. Alcuni di questi video sarebbero già stati acquisiti e analizzati dagli investigatori come elementi utili per ricostruire i fatti.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici. Il materiale sarà ora sottoposto ad analisi per verificare le responsabilità dei singoli indagati, ricostruire le dinamiche degli episodi contestati e accertare l’eventuale coinvolgimento di altri giovani nel gruppo.
Gli investigatori ritengono che i cinque ragazzi rappresentassero il nucleo principale della presunta baby gang. Al momento, secondo quanto emerso dagli accertamenti, i minorenni non avrebbero fornito spiegazioni sulle motivazioni delle presunte vessazioni ai danni delle vittime.
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