Israele colpisce oltre 80 obiettivi in Libano, quattro soldati uccisi nell'attacco di Hezbollah

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Israele ha annunciato la morte di quattro soldati nel sud del Libano durante un attacco attribuito a Hezbollah. La risposta militare ha colpito oltre 80 obiettivi nel Paese, mentre esponenti del governo israeliano hanno invocato un’escalation delle operazioni.

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Quattro militari israeliani sono rimasti uccisi nel sud del Libano durante un attacco attribuito a Hezbollah, episodio che ha provocato una nuova e dura risposta da parte di Israele. Tra le vittime figura anche un comandante di battaglione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), coinvolto nelle operazioni lungo il confine settentrionale.

Secondo le informazioni diffuse dall’esercito israeliano, l’attacco è avvenuto poco dopo la mezzanotte nei pressi del villaggio di Kfar Tebnit. Un drone o un missile anticarro avrebbe centrato un carro armato israeliano impegnato nell’area. Il tenente colonnello morto nell’azione aveva assunto da poco il comando del battaglione dopo il grave ferimento del precedente comandante avvenuto nei mesi scorsi.

In seguito all’episodio, le Idf hanno annunciato una vasta operazione contro Hezbollah. L’esercito ha riferito di aver colpito più di 80 obiettivi tra centri di comando, postazioni di lancio, infrastrutture e basi operative localizzate nella regione di Nabatiyé e in altre aree del Libano meridionale, comprese zone oltre la fascia di sicurezza.

Le forze israeliane sostengono che i raid siano stati effettuati come risposta alle presunte violazioni del cessate il fuoco da parte del movimento sciita libanese. Nella stessa operazione, Israele afferma di aver ucciso decine di combattenti di Hezbollah presenti nei siti colpiti.

Le autorità libanesi hanno invece riferito che i bombardamenti israeliani hanno causato almeno 18 morti nella regione di Nabatiyé. I raid si sono concentrati durante la notte e hanno interessato diverse località del sud del Paese.

La vicenda ha provocato reazioni particolarmente dure all’interno del governo israeliano. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto una risposta senza compromessi contro il Libano, sostenendo che Israele debba reagire con maggiore forza per garantire la sicurezza dei propri cittadini e dei soldati impegnati al fronte.

Anche il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha invocato un inasprimento delle operazioni militari, dichiarando che è arrivato il momento di rispondere con la massima intensità agli attacchi di Hezbollah. Le sue parole sono arrivate poche ore dopo la conferma della morte dei quattro militari israeliani.

L’esercito israeliano ha inoltre reso noto di aver effettuato attacchi anche nella Valle della Bekaa, nel Libano orientale, indicando come obiettivo infrastrutture riconducibili a Hezbollah. La nuova escalation alimenta le tensioni lungo il confine tra i due Paesi, già teatro di scontri e bombardamenti negli ultimi mesi.

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