Can Yaman e Sandokan, l'attore guarda oltre e critica i tempi delle produzioni italiane
Can Yaman guarda al futuro dopo Sandokan e punta su nuovi ruoli, mentre conferma la seconda stagione della serie. L’attore turco racconta la scelta di allontanarsi dalle commedie romantiche e critica i lunghi tempi produttivi italiani.
Can Yaman continua a essere uno dei volti più popolari del panorama televisivo internazionale. L’attore turco, nato nel 1989 e ormai identificato dal grande pubblico con il personaggio di Sandokan, sta però lavorando per ampliare il proprio percorso professionale, scegliendo ruoli molto diversi da quelli che lo hanno reso celebre.
Parlando del proprio cammino artistico, Yaman ha spiegato di trovare una forte fonte di ispirazione nella carriera di Matthew McConaughey. L’attore statunitense, dopo anni trascorsi nelle commedie romantiche, ha cambiato direzione affrontando progetti più impegnativi e generi differenti. Una scelta che Yaman considera un modello da seguire per evolversi e consolidare la propria crescita professionale.
Dopo l’esperienza impegnativa vissuta sul set di Sandokan, l’attore ha deciso di cimentarsi con la commedia nella serie Bro. Nel nuovo progetto interpreterà un avvocato brillante nel lavoro ma impacciato e goffo nella vita privata, un personaggio volutamente distante dall’immagine che il pubblico ha costruito negli anni attorno alla sua figura.
L’obiettivo dichiarato è quello di arricchire il proprio repertorio e dimostrare maggiore versatilità. Per Yaman, affrontare ruoli differenti rappresenta una tappa necessaria per diventare un interprete sempre più completo e non restare confinato in un unico genere.
Non manca però il legame con la serie che lo ha portato al centro dell’attenzione in Italia. L’attore ha confermato che la seconda stagione di Sandokan verrà realizzata, anche se i tempi non saranno brevi. Secondo Yaman, il sistema produttivo italiano richiede attese molto lunghe tra una stagione e l’altra, a differenza di quanto accade in Turchia, dove i ritmi di lavorazione risultano molto più rapidi.
Ha osservato come nel mercato turco vengano realizzati numerosi episodi in pochi mesi, mentre in Italia le decisioni sulle nuove stagioni arrivano spesso soltanto dopo aver verificato il successo dei prodotti già trasmessi. Una situazione che, a suo giudizio, può creare difficoltà anche agli attori, costretti nel frattempo ad assumere altri impegni professionali.
Yaman ha ammesso che avrebbe preferito girare più stagioni consecutive di Sandokan, definendo il progetto uno dei più importanti della sua carriera e un’esperienza dalla quale sarebbe difficile allontanarsi.
L’attore ha affrontato anche il tema della propria immagine pubblica. Pur riconoscendo che l’aspetto fisico abbia avuto un peso nella sua popolarità, ha spiegato di non aver mai costruito la propria vita intorno a questo elemento. Da giovane, infatti, il suo obiettivo era diventare avvocato e ha seguito un percorso di studi orientato proprio verso quella professione.
Nel corso degli anni ha inoltre imparato a convivere con una notorietà sempre più grande. Se agli inizi il rapporto con il successo e con i fan gli provocava tensione e pressione, oggi sostiene di gestire la popolarità con maggiore equilibrio e professionalità.
Tra i ricordi più significativi conserva infine l’incontro con Kabir Bedi, storico interprete di Sandokan. Un momento particolarmente sentito, vissuto come una sorta di passaggio simbolico tra due attori che hanno dato volto allo stesso personaggio in epoche diverse.
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