Naomi Campbell contro l'ex legale, appello a Londra sul caso Fashion for Relief
Naomi Campbell contesta il divieto che le impedisce di amministrare enti benefici e accusa un’ex consulente legale di aver falsificato firme e documenti. Al centro del caso ci sono le irregolarità finanziarie emerse nella fondazione Fashion for Relief, poi sciolta nel 2024.
Naomi Campbell torna in tribunale per contestare la sanzione che le vieta di dirigere organizzazioni benefiche per cinque anni. Davanti ai giudici di Londra, la top model ha sostenuto di essere stata vittima di una serie di comportamenti fraudolenti attribuiti a una sua ex collaboratrice, la fiduciaria e consulente legale Bianka Hellmich.
Secondo la versione fornita da Campbell durante l’udienza, Hellmich avrebbe utilizzato una firma falsificata e un indirizzo email creato appositamente per impersonarla, riuscendo così a gestire operazioni finanziarie senza che lei ne fosse a conoscenza. La modella ha dichiarato che l’unico errore commesso sarebbe stato quello di aver riposto fiducia nella persona sbagliata.
La vicenda nasce dall’indagine conclusa nel 2024 dalle autorità britanniche competenti in materia di enti benefici. Gli accertamenti avevano portato alla luce presunte anomalie nella gestione di Fashion for Relief, la fondazione creata da Campbell per raccogliere fondi destinati a iniziative umanitarie.
Dalle verifiche era emerso che solo una quota limitata delle somme raccolte sarebbe arrivata effettivamente ai progetti benefici dichiarati. Una parte consistente delle risorse, secondo gli investigatori, sarebbe stata impiegata per spese non riconducibili agli scopi dell’organizzazione, tra cui soggiorni in hotel di lusso, trattamenti benessere, servizi di sicurezza e altre uscite considerate inappropriate.
Oltre alla top model, i provvedimenti hanno coinvolto anche le altre amministratrici della fondazione. Bianka Hellmich è stata interdetta dalla gestione di enti non profit per nove anni, mentre Veronica Chou ha ricevuto un divieto della durata di quattro anni.
Nel corso del procedimento d’appello, gli avvocati di Campbell hanno sostenuto che Hellmich avrebbe portato avanti per anni un sistema di cattiva amministrazione e occultamento delle informazioni, impedendo agli altri fiduciari di conoscere quanto stava accadendo. L’autorità di vigilanza, dal canto suo, ha ribadito che ogni amministratore mantiene comunque la responsabilità delle attività dell’ente e non può limitarsi a un ruolo formale.
Tra gli episodi esaminati figura anche una contestazione presentata da Unicef UK. L’organizzazione avrebbe segnalato che Fashion for Relief aveva indicato collaborazioni e raccolte fondi a suo favore che, secondo quanto emerso, non sarebbero poi state trasferite all’ente.
Fondata per coinvolgere il mondo della moda nel sostegno a cause umanitarie, Fashion for Relief è stata definitivamente sciolta nel 2024. L’udienza d’appello prosegue e la decisione dei giudici potrebbe arrivare nei prossimi giorni.
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