Stretto di Hormuz, l'Italia prepara quattro navi e fino a 500 militari per la missione internazionale
L'Italia ha predisposto quattro unità della Marina Militare e fino a 500 militari per una possibile missione internazionale nello Stretto di Hormuz. La partecipazione resta subordinata all'autorizzazione del Parlamento e all'accettazione dell'operazione da parte delle parti coinvolte.
L’Italia è pronta a contribuire a una futura missione internazionale destinata a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio mondiale. Il piano allo studio prevede l’impiego di quattro unità della Marina Militare e un contingente compreso tra 400 e 500 militari.
Il contributo italiano potrebbe comprendere due cacciamine, il Crotone e il Rimini, già presenti a Gibuti per attività addestrative. A queste unità si aggiungerebbero una nave di supporto logistico e una nave di scorta, individuata in via ipotetica nella Montecuccoli.
Nonostante la disponibilità manifestata da diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Italia, restano ancora da definire i tempi dell’operazione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che la partecipazione italiana dipenderà da alcune condizioni precise: il raggiungimento di un quadro di stabilità, l’accettazione della missione da parte degli attori coinvolti e il via libera del Parlamento.
Dal punto di vista operativo, però, la struttura necessaria sarebbe già pronta. Le due unità specializzate nello sminamento navale si trovano infatti nell’area del Corno d’Africa e potrebbero essere impiegate rapidamente qualora venisse confermato il mandato internazionale.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la disponibilità italiana a partecipare a una presenza navale multinazionale. L’obiettivo sarebbe accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza delle rotte marittime in una fase considerata delicata per gli equilibri del Medio Oriente.
Tajani ha inoltre evidenziato come la libertà di navigazione e la tutela dei collegamenti commerciali rappresentino elementi essenziali per l’economia italiana. Per monitorare gli sviluppi della situazione, il Ministero degli Esteri ha convocato una nuova riunione del Tavolo Hormuz, organismo creato per aggiornare costantemente le imprese sugli effetti della crisi e sulle possibili ripercussioni commerciali.
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